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Tasse più alte e tagli alle pensioni: la ricetta del Fmi per strozzare l'Italia

by Filippo Burla
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Roma, 20 mar – Non è bastata l’austerità? Ce ne vuole di più. E la legge Fornero? Stesso discorso. Due proposte che dopo l’esperienza del governo Monti verrebbero bocciate senza appello tornano di nuovo prepotentemente alla ribalta “grazie” all’Fmi.
“Italia: verso una riforma fiscale improntata alla crescita” è il titolo del working paper che i tecnici del fondo hanno elaborato nell’analisi della situazione economica tricolore. E cosa ci dicono dall’Fmi? Che l’Italia, per non perdere il treno dello sviluppo e della mini-ripresa (molto mediatica quanto poco statisticamente rilevante) dovrebbe ripercorrere la strada della cura dei conti pubblici.
Le proposte rasentano la follia. Se l’Fmi non critica lo sblocco dopo nove anni del contratto del pubblico impiego, allo stesso tempo ritiene però che si debba intervenire con l’accetta su pensioni e tasse. Come? Ad esempio tagliando la quattrodicesima e parte della tredicesima, stringendo le maglie sulla reversibilità per i superstiti, ricalcolando le “vecchie” pensioni erogate ancora con il metodo retributivo e dando un giro di vite sulla rivalutazione periodica degli assegni.
Leggermente meglio va dal lato del fisco. Il Fondo ritiene imprescindibile arrivare ad una riduzione delle imposte, specialmente Irpef, Ires e Irap. Allo stesso tempo, però, bisogna rispettare il principio del pareggio di bilancio: se una mano dà, l’altra deve togliere. Ecco allora l’idea di aumentare l’Imu e le trattenute sui dividendi, mentre andrebbero rivisti molti dei bonus fiscali, senza contare l’immancabile capitolo sul potenziamento della lotta all’evasione fiscale, croce e delizia di ogni manovra che puntualmente si ritrova poi a non destinare al taglio delle tasse quanto incassato dall’attività dell’Agenzia delle Entrate.
L’Fmi converge così con le osservazioni già mosse all’Italia dalla banca centrale europea e dalla Commissione Ue, che a poche ore del voto aveva già messo nero su bianco i propri punti programmatici da lasciare in eredità al nuovo governo. Una convergenza più che sospetta, visto che i tre soggetti sono anche gli stessi che compongono la famigerata “Troika. Se a questo aggiungiamo che la relazione è stata elaborata dal tema guidato da quel Carlo Cottarelli che Berlusconi vorrebbe ministro alla spending review, il cerchio potrebbe terribilmente chiudersi come un cappio.
Filippo Burla

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6 comments

Maria Capaldo 20 Marzo 2018 - 6:02

Ma uscire velocemente da questa che è diventata una cosca mafiosa no!!!!ha fatto bel linghilterra ad andarsene i soldi Non servono a noi x pareggiare il bilancio ma alla culona e ai francesi x vivere da nababbi

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Cesare 20 Marzo 2018 - 6:03

Fuori dall’ euro subito e nazionalizziamo banca d’italia e le ex banche pubbliche! Ci facciamo comandare da usurai stranieri che si sono comperati la banca d’italia(1992) e le banche pubbliche, togliendoci la possibilità di generare denaro pubblico esente da usura per fare investimenti pubblici e creare occupazione e ricchezza.Sono venti anni che la ricchezza del paese và in mano ai pochissimi oligarchi spesso appartenenti ai vertici di sette segrete , nelle loro scatole cinesi nei paradisi fiscali.Ci sono riusciti bene grazie ai molti traditori servi nostrani ma è ora di finirla altrimenti l’Italia non esisterà piu’ se non come nome di un territorio geografico.
Questi ci parlano di tasse da pagare ma sapete che la produzione di denaro, la migliore e piu’ reddittizia produzione che esiste, non è tassata alle banche centrali private tipo BCE ???
Incredibilmente il denaro prodotto nel bilancio viene messo tra le PASSIVITA’ mentre tra le attività vi sono i prestiti dati (alle banche ) con questo denaro prodotto a zero costo.Cioè si pareggia il conto e si evadono centinaia di miliardi di euro di tasse.E hanno la faccia tosta di fare la morale agli stati e di dirgli da dove devono affamare la popolazione per arricchire le loro casse.La produzione privata di denaro è’ la truffa piu’ grande degli ultimi secoli, tenuta ben nascosta da molti finti economisti,opinionisti,politici,media di proprietà delle elites e da quei pennivendoli venduti che commettono il reato di abuso della credulità popolare quando scrivono menzogne.

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Coyote 20 Marzo 2018 - 6:54

Quella li ha un bel collo lungo lungo………..

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Tony 20 Marzo 2018 - 9:22

….quella lì, è una gran paracula et ladrona….

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Raffo 20 Marzo 2018 - 10:21

Mentre gli italiani si rincoglioniscono con l’isola dei fumosi e i piddini con rinnovato rancore e livore non comprendono come mai gli elettori li abbiano pesantemente sbertucciati , la signora in effige ancora respira e sputa sentenze…….naturalmente le nostre pavide istituzioni si fanno sodomizzare dal pensiero globalista portato avanti da questa casta mondial europeista ,mafiosa ed infame , fatta da economisti falliti che vogliono dissanguare il nostro paese con la complicità piddina……..spero che qualcuno mandi a spalar letame questa cagna parassita ed i suoi accoliti anti italiani……..ovviamente con tutto il rispetto per il commissario rex e la sua sua amica lupa,una cagnetta gradevole ed educatissima.

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Le proposte del FMI per l’Italia. – ilgattorandagio 21 Marzo 2018 - 11:51

[…] Tasse più alte e tagli alle pensioni: la ricetta del Fmi per strozzare l’Italia […]

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