Palermo, 12 mar – Altro che rilancio dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, i top manager hanno fatto sparire i soldi pubblici.

E’ quanto emerge dalle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese (Palermo).

I finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo, in collaborazione con personale di altri reparti del corpo, stanno eseguendo un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale termitano di applicazione delle misure cautelari personali, arresti domiciliari, nei confronti del presidente del Consiglio di amministrazione e dell’amministratore delegato di Blutec Spa, per il reato di malversazione a danno dello Stato.

L’intera società con sede in provincia di Torino, a Rivoli, è stata sequestrata. Nei confronti dei due dirigenti è scattato anche un provvedimento di interdizione, per 12 mesi non potranno esercitare “imprese e uffici direttivi”, così recita il provvedimento del gip di Termini. Di Cursi è in questo momento all’estero, sta rientrando in Italia.

I soldi “spariti”

I due manager avrebbero distratto 16 dei 21 milioni di euro di contributi statali che dovevano rappresentare una grande occasione di sviluppo per 700 lavoratori. Questa l’accusa emersa dalle indagini della Guardia di finanza di Palermo, coordinate dalla procura di Termini Imerese guidata da Ambrogio Cartosio. Ed è scattato pure un sequestro cosiddetto per equivalente, da 16,5 milioni, la cifra che sembra essere svanita nel nulla.

Secondo la ricostruzione degli investigatori guidati dal colonnello Cosmo Virgilio, sarebbe stata utilizzata dalla società per tutt’altri investimenti.

Le proteste dei lavoratori

Da settimane i lavoratori continuano le proteste: 570 sono in cassa integrazione, mentre 130 sono in azienda, impegnati in progetti di formazione. Qualche giorno fa, i delegati della società avevano annunciato l’interessamento di un gruppo cinese, ma dei finanziamenti ricevuti nessuna notizia.

A fine febbraio, a Termini Imerese, era arrivato anche il vicepremier Luigi Di Maio per annunciare la proroga degli ammortizzatori sociali scaduti a dicembre, e soprattutto per lanciare un appello all’azienda: “Gli impegni presi vanno rispettati”.

Ma adesso, con il provvedimento della magistratura, il quadro cambia.

Ludovica Colli

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