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Roma, 20 nov – E’ definitiva la condanna a 9 anni per terrorismo a Maria Giulia Sergio, alias Fatima, la prima foreign fighter italiana, partita nel 2014 per unirsi all’Isis in Siria. Lo ha stabilito la Cassazione, che ha respinto il ricorso presentato dalla donna e da altri quattro imputati. Tra questi il marito, l’albanese Aldo Kobuzi (condannato a 10 anni), e la “maestra indottrinatrice” Haik Bushra (condannata a 9 anni), cittadina canadese.

Inammissibili i ricorsi

La seconda sezione penale della Cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi presentati contro la sentenza con cui la Corte d’assise d’appello di Milano, nel giugno 2018, aveva confermato le condanne già inflitte in primo grado. Di Fatima e di suo marito, processati in contumacia, non si hanno più notizie, dall’autunno del 2014, quando partirono da Inzago, in provincia di Milano, per andare a combattere con le milizie dell’Isis in Siria. Quello della donna era un “fanatismo convinto“, come spiegato dagli inquirenti, e aveva avuto un “ruolo fortissimo” nel convincere i suoi familiari (madre, padre, entrambi morti, e sorella, condannata con rito abbreviato) a partire per la Siria per raggiungere i territori controllati dai tagliagole dello Stato islamico. Come emerge dalle intercettazioni, aveva aderito all'”organizzazione criminale” che aveva tra gli obiettivi di “uccidere i miscredenti” in qualsiasi parte del mondo fossero, anche con il sacrificio del “martirio”. Nel 2015 in provincia di Grosseto fu scoperta una cellula jihadista in cui era attiva Fatima. La sentenza contro di lei è la prima in Italia a carico di foreign fighter in zone di guerra.

Ludovica Colli

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