Roma, 22 feb – Cesare Battisti, il terrorista comunista condannato all’ergastolo per quattro omicidi, ha chiesto che la sua condanna venga ridotta a trent’anni di prigione.

Il suo legale, Davide Steccanella, ha depositato alla Corte d’Assise d’Appello di Milano tre memorie per chiedere, tramite un incidente di esecuzione (procedimento breve che serve a far riconsiderare dal giudice un procedimento passato in giudicato, concedere uno sconto di pena per la continuazione dei reati e altro), di applicare gli accordi di estradizione Italia-Brasile che prevedevano una pena di trent’anni, anziché il carcere a vita.

Nel chiedere di commutare la pena inflitta, la difesa dell’ex membro dei Proletari armati per il comunismo sostiene dunque che debba essere applicata la legge brasiliana che, diversamente da quella boliviana, non prevede il carcere a vita. Questo perché, come viene spiegato nel documento depositato dall’avvocato Steccanella, la Bolivia avrebbe violato alcune regole procedurali nell’espellere il latitante.

Nel dettaglio, non avrebbe atteso i tre giorni dopo la cattura imposti dalla legge boliviana perché fossero inoltrati eventuali ricorsi e poi perché avrebbe dovuto inviare Battisti nel Paese d’origine che risultava essere il confinante Brasile, dal quale Battisti aveva fatto ingresso in Bolivia, come attestava il regolare documento d’identità brasiliano in suo possesso e dove vivevano moglie e figlio.

Invece, secondo quanto sostiene il legale, “è stato dato corso immediato e senza soluzione di continuità a un atto amministrativo tra i funzionari boliviani e italiani, e di evidente natura coercitiva, senza che sullo stesso fosse intervenuto il benché minimo controllo, neppure formale, da parte dell’autorità giudiziaria”.

L’avvocato, pur comprendendo l’estrema urgenza da parte dello Stato italiano, ritiene che non si poteva prescindere dalle procedure che regolano i rapporti internazionali tra gli Stati sovrani.
Non ci sono nemmeno documenti validi attestanti l’estradizione dalla Bolivia all’Italia – prosegue il legale – e, dunque, l’unico titolo valido resta l’accordo Brasile-Italia.

Un po’ cavilloso, visto che di fatto il latitante è stato estradato in Italia dalla Bolivia. Stato sovrano, per l’appunto.

Infatti il sostituto pg Antonio Lamanna, titolare del fascicolo, ha già dato parere negativo all’istanza del difensore.

Ludovica Colli

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4 Commenti

  1. Il pentimento di questo farabutto è evidente!!! Dopo aver ucciso e storpiato persone innocenti, condannando gli storpiati ad un vero carcere a vita, sto’ scarafaggio osa chiedere lo sconto di pena!!! Dopo essersi fatto beffe per 40 anni delle sue vittime e della Giustizia, il porco senz’ anima traffica ed intrallazzi perché la pena finisca in burletta! Io lo accontenterei…: lo condannerei soltanto a due mesi di carcere… Pero, durante questa breve detenzione, sia condannato a ricevere tutti i giorni 60 bastonate al giorno, suddivise in tre turni da 20 bastonate l’ uno, somministrabili a qualsiasi ora del giorno e della notte…..

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