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Roma, 11 set – Venerdì in Consiglio dei ministri arriva il “decretone” per Genova dopo il crollo del ponte Morandi del 14 agosto scorso, che ha causato la morte di 43 persone. Ad annunciarlo il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli che conferma che i lavori di ricostruzione saranno assegnati a Fincantieri con affidamento diretto. “Ancora, nella notte si è lavorato a quello che io chiamo un ‘decretone’ che mette allo stesso tavolo il ministero delle Infrastrutture, il Mef, il Mise e il ministero del Lavoro perché trattiamo tutti i genovesi e non solo quelli della zona rossa”. Così Toninelli, rispondendo alle domande in commissione Ambiente alla Camera dove si è svolto il seguito dell’audizione sulle linee programmatiche del suo dicastero. “Nel decretone c’è anche una parte sul controllo straordinario e ordinario di tutte le nostre infrastrutture. Sono i sindaci, l’Anas e i concessionari a doverci dire quali sono le manifatture a rischio. Sono loro i responsabili. Nel decreto è inserita anche una parte sui collaudi, o verifica tecnica come chiedono gli esperti”, ha aggiunto. “Siccome il ministero non ha la struttura tecnica adeguata per i controlli, nel decreto ci sarà l’avviso per l’assunzione di un gruppo di ingegneri”, ha spiegato il ministro.
Sul fronte della ricostruzione, “il decreto Genova riguarderà un aiuto alle famiglie per i mutui e alle imprese per accesso al credito”, ha precisato Toninelli. “Inoltre, ci sarà una parte sulla viabilità. E’ un decreto che riguarda tutte le attività utili a far ripartire la città e una parte sulla sicurezza delle opere infrastrutturali“, ha specificato.
Il ministro poi ha ribadito che “la ricostruzione del ponte sarà il primo obiettivo. Partiremo dalle regole attuali del Codice, e sulla base dell’eccezionalità potremo affidare direttamente a una società pubblica, pensiamo a Fincantieri, l’appalto per la ricostruzione del ponte. Il crollo del ponte Morandi non è dovuto a tragica casualità, ma a una mancata manutenzione che spettava ad Autostrade per l’Italia. I lavori di ricostruzione del ponte non possono essere affidati ed eseguiti da chi giuridicamente aveva la responsabilità a non farlo crollare. Consentire ad Autostrade per l’Italia di ricostruire il ponte sarebbe una follia e sarebbe irrispettoso nei confronti dei familiari delle vittime del crollo del Morandi“. Toninelli ha ripetuto che “sulla ricostruzione del ponte deve esserci il progetto, il sigillo dello Stato. E la ricostruzione va affidata a un soggetto a prevalente o totale partecipazione pubblica dotato di adeguate capacità tecniche”. Fincantieri, per l’appunto. In merito, a proposito dei vincoli europei, il ministro ha spiegato che “in questi minuti è in corso a Bruxelles un incontro per verificare se si possa derogare al codice degli appalti perché si possa fare l’assegnazione immediata senza gara ad un soggetto pubblico come Fincantieri“.
Sulle concessioni autostradali Toninelli ha detto che intende “dare un segnale di svolta ben preciso: d’ora in avanti tutti i concessionari saranno vincolati a reinvestire buona parte degli utili nell’ammodernamento delle infrastrutture che hanno ricevuto in concessione, dovranno rispettare in modo più stringente gli obblighi di manutenzione a loro carico e, più in generale, dovranno comprendere che l’infrastruttura non è una rendita finanziaria, ma un bene pubblico che il Paese”.
Infine il ministro ha annunciato che “Fs e Anas non staranno più insieme. Di sicuro Anas ha un obiettivo di impresa non compatibile con quello di Fs, le analisi compiute ce lo dimostrano”.

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