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Roma, 1 apr – Il governo Lega-M5S è perennemente sul filo del rasoio, con la maggioranza in bilico. Non basta certo un incontro positivo, come quello di ieri – con tanto di foto a certificare la pace fatta –  tra il vicepremier Matteo Salvini e il premier Giuseppe Conte, a mettere al sicuro l’esecutivo.
“Bel pomeriggio insieme nella campagna fiorentina. Bene le parole e le discussioni, rispettando ognuno le idee dell’altro, ma non perdiamo mai di vista la ‘ragione sociale’ per cui siamo al governo: lavoriamo con la massima concentrazione per gli interessi degli italiani”. Così Conte su Facebook commentando l’incontro con il leader della Lega.
“Se ero informato? Si lo ero, ma non è questo, piuttosto sono felice che Conte e Salvini si siano chiariti”. E’ il commento dell’altro vicepremier Luigi Di Maio.

In verità, Salvini è sempre più tentato dal mandare tutti a casa: “Per andare avanti serve un cambio di passo, non si tratta solo di un chiarimento“. E’ questa, in estrema sintesi, la posizione del ministro dell’Interno, che non ci sta a prendersi i colpi dell’asse Di Maio-Conte, come sul Congresso delle famiglie di Verona che si è tenuto nel fine settimana, osteggiato da premier e capo politico del M5S, al quale invece Salvini ha partecipato.

La maggioranza è spaccata quasi su tutto. Tanto che ormai appare evidente che gli alleati stiano cercando di arrivare all’appuntamento con le Europee cercando di non deludere il proprio elettorato. Ma i colpi bassi sono sempre di più. Come la questione ius soli, ritirata fuori da Conte, dimostrando ancora una volta quanto il premier sia schiacciato sulle posizioni dei 5 Stelle.

Sì, perché sebbene “l’avvocato del popolo”, come ha amato definirsi il premier, abbia annunciato che la sua esperienza politica si esaurisce con questo governo, sembra proprio il contrario. E questo a Salvini non sta bene.

Adolfo Spezzaferro

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