Roma, 17 apr – Alla fine il governo Lega-M5S, salvo miracoli, aumenterà l’Iva (e la benzina). Ad ammetterlo è il ministro dell’Economia Giovanni Tria. “La legislazione vigente in materia fiscale è confermata in attesa di definire nei prossimi mesi misure alternative”. Certo, detta così non si capisce subito dove sia la “fregatura”, ma il succo è che “lo scenario tendenziale del Def incorpora i rialzi dell’Iva e delle accise“. Insomma, come ha spiegato il titolare del Mef in audizione sul Documento di economia e finanza di fronte alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato, sta proprio scritto che in assenza di misure alternative, Iva e carburanti aumenteranno.

“Aumenti a gennaio 2020 e 2021”

“Il deficit a legislazione vigente è rivisto in rialzo sull intero periodo di previsione, collocandosi al 2% del Pil nel 2020 , all 1,8% nel 2021 a fronte dell 1,8% e 1,5% previsti nell aggiornamento dello scorso dicembre. Il disavanzo del 2022 è stimato all 1,9%. Ricordo che lo scenario tendenziale incorpora gli aumenti dell’Iva e delle accise che avrebbero luogo a gennaio 2020 e 2021“, ha affermato il ministro.

“Il governo non ha peccato di ottimismo”

Si corre ai ripari, quindi. Ma “il governo non ha peccato di ottimismo” nella stima sul Pil 2018, rivista di recente ampiamente al ribasso, ha chiarito Tria. Tale revisione, ha spiegato, “è stata ampiamente coerente con la situazione generale”. Ad ogni modo, “le riforme – ha aggiunto – sono la via maestra per la crescita dell’economia” e “l’aggiustamento di bilancio per consentire il raggiungimento degli obiettivi di bilancio del Def nel triennio 2020-22 è significativo”.

“Flat tax nella prossima legge di Bilancio”

Sul fronte delle novità attese in materia fiscale, “la legge di Bilancio per il prossimo anno continuerà il processo di riforma dell’imposta sui redditi, la cosiddetta flat tax, e di generale sistemazione del sistema fiscale per alleggerire il carico sui ceti medi”, ha assicurato Tria. Il quadro però è preoccupante, lo ha riconosciuto lo stesso titolare del Mef, spiegando che senza una ripresa “si rischia una spirale negativa”. E se pure parla di possibile Flat tax graduale per scongiurare l’aumento dell’Iva – conti alla mano – appare improbabile riuscire a trovare le coperture necessarie. Come ha confermato l’Ufficio parlamentare di bilancio, servono 25 miliardi di euro per sterilizzare le clausole di salvaguardia imposte dalla Ue. La coperta quindi, nel caso, sarebbe cortissima. A quel punto, altro che riforme.

Ludovica Colli

Commenti

commenti

2 Commenti

  1. Se dovesse aumentare l’IVA saremmo ancora più fottuti.
    Sempre meno multinazionali verrebbero ad investire in Italia.
    Ciò aumenterebbe le delocalizzazioni.
    Spero di essere contraddetto.

  2. Basterebbe che lo stato riprendesse il controllo della moneta e della sua creazione e l’Italia non avrebbe alcun problema a ridurre di molto le tasse e l’IVA. I nostri politici lo sanno benissimo ma non hanno il coraggio di opporsi a forze occulte straniere molto importanti.
    Oggi il denaro viene creato a costo zero ed esentasse in via primaria dalla BCE che è privata essendo le banche nazionali(banca d’italia dal 1992) tutte private e in via secondaria dalle banche ,in Italia sempre dal 1992, tutte private.E’ noto che 1000 euro versati in banca permettono infatti la creazione dal nulla di quasi 10000 euro da prestare dato che la riserva obbligatoria è di circa il 10%(ne creano 9000).
    Oggi arricchiamo oligarchie private occulte che creano privatamente denaro che prestano agli stati e alla scadenza , essendo lo stato fatto indebitare negli anni appositamente, lo stato non è in grado di restituire se non svendendo agli stessi oligarchi beni reali come è avvenuto con le privatizzazioni e come avverrà in futuro.
    Basterebbe tornare ad uno stato che produce i mezzi di pagamento per non dovere una lira a banchieri privati stranieri e per diminuire di molto le tasse e fare grandi lavori pubblici creando cosi’ una immensa ricchezza come fu’ fatto nel 1936; cio’ produsse anche il boom degli anni 60 grazie sempre alle banche pubbliche e a banca d’Italia di proprietà dello stato .E ovvio che avremmo l’odio dei banchieri;appena fu fatta la legge bancaria nel 1936 che stabiliva il controllo dello stato sulla creazione di moneta tramite la loro organizzazione societa delle nazioni(poi ONU) i banchieri fecero passare le sanzioni all’ Italia con la scusa della guerra in etiopia.A volte le navi italiane venivano fermate in mare e sequestrato il carico, un vero e proprio furto.Cio’ porto all’ isolamemto del paese e alla necessità di alleanza con i tedeschi, anche essi sanzionati, per far valere in nostri diritti.
    Tutto questo è storia e non invenzioni, ovviamente taciuta dai molti burattini delle oligarchie bancarie mondiali.Mussolini parlava di “demoplutocrazie” e aveva perfettamente ragione nel definirle cosi’.Lui ci perse la vita nel ridare dignita’ al popolo italiano e le sue leggi bancarie ci procurarono le enormi ricchezze degli anni 60.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here