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Roma, 8 gen – “Noi quelle autorizzazioni non le daremo, perché trivellare per cercare fossili significa tornare al Medioevo e noi abbiamo scritto nel contratto di programma cose diverse”. Così il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, il pentastellato Danilo Toninelli su Corriere Tv, mette fine sulla polemica in merito alle trivelle nel mar Ionio. “Ora – ha spiegato il ministro – viene la parte politica con il ministro Costa e vedrete di che pasta siamo fatti”.



Poco prima, il fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, era intervenuto sul suo blog sulla polemica con la sinistra, che “rinfaccia” al governo gialloverde di aver autorizzato trivellazioni nello Ionio (anche se in verità l’ok è del precedente governo, quello Pd, e il ministero dello Sviluppo a quanto pare non poteva non ratificarlo). “Le trivelle? Costose, pericolose e insostenibili“: Grillo riporta un’analisi dettagliata di Patty L’Abbate, esperta di Green Economy, sui costi delle energie fossili. “Il programma del governo è in sintonia con il mainstream perciò confermo il No alla ricerca di petrolio in sintonia con quanto detto dal Ministro Costa e da Di Maio”, scrive l’esperta, che sottolinea: sono in atto sette iter di rigetto per i permessi di ricerca nell’Adriatico e nel canale di Sicilia e tre per la terraferma: Carisio, Tozzona, Masseria la Rocca.

Sempre Toninelli, poi, sottolinea che sulle trivelle “i vari Renzi e quant’altri sono vergognosi per quello che han fatto“. Insomma, un po’ come per la vicenda della Carige, la sinistra pur di attaccare il governo Lega-M5S si sta impelagando in una serie di clamorosi autogol.

Adolfo Spezzaferro

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