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Roma, 8 gen – “Quante balle dei giornali, di Renzi e della Boschi sulle banche. Proprio loro parlano! Le smonto tutte in 10 punti che vi prego di diffondere al massimo!”. Così il vicepremier Luigi Di Maio su Facebook, in un post nel quale stila una nuova lista – ormai già un classico della comunicazione social del capo politico del M5S – in dieci punti.

“1. Non abbiamo dato un euro alle banche; 2. Abbiamo scritto in una legge che se serve lo Stato potrà garantire nuovi titoli di Stato e potrà ricapitalizzare. Speriamo non serva; 3. Se si dovesse usare quella garanzia o se si dovessero mettere soldi pubblici, banca Carige deve diventare di proprietà dello Stato. Ovvero deve essere nazionalizzata. 4. In questo modo non ci sarà nessun regalo ai banchieri e nessun azionista e obbligazionista truffato”, si legge nella lista.

Di Maio poi prosegue: “5. Non sarà come Etruria perché salviamo tutti gli obbligazionisti e correntisti; 6. Non sarà come le banche venete perché non la venderemo a due euro dopo averla ripulita dei debiti con i soldi pubblici; 7. Renzi e la Boschi che fanno le vittime fanno ridere i polli: se avessero fatto come noi non ci sarebbero stati risparmiatori sul lastrico, ma evidentemente ai loro amici e parenti non conveniva; 8. Ora vedremo chi è stato a non restituire i soldi a Carige affossandola; 9. ci batteremo in Europa per riformare il sistema di vigilanza bancaria e faremo la separazione tra banche commerciali e d’affari. Cose che nessuno si è mai sognato di fare; 10. Noi abbiamo messo 1,5 miliardi per i truffati delle banche di cui è responsabile il vecchio governo. Non ci saranno altri truffati”.

Alla fine arriva pure la bordata anche ai media mainstream schierati contro il governo: “Ps: ma secondo voi se stessimo aiutando le banche i media e questi politici falliti continuerebbero a farci la guerra? Svegliaaaaa!!! La Camera dei deputati si muova ad approvare l’istituzione della commissione di inchiesta sulle banche. Ne vedremo delle belle”, conclude Di Maio.

L’ex premier e segretario Pd Matteo Renzi aveva attaccato il vicepremier e il suo collega, Matteo Salvini sul salvataggio pubblico: “Hanno approvato un decreto per salvare la banca di Genova. Giusto, serve ai risparmiatori. Ma così certificano di aver mentito quando attaccavano noi sulle Venete, Etruria, Ferrara. Il tempo è galantuomo e fa giustizia delle tante bugie di questi piccoli imbroglioni”.

“Ieri il governo del cambiamento ha salvato una banca. Giusto così, per i risparmiatori. Ma se fossero uomini seri oggi Di Maio e Salvini dovrebbero riconoscere che hanno fatto la stessa cosa che abbiamo fatto noi. Non lo faranno. Perché la parola verità non appartiene al loro vocabolario”, aveva scritto su Facebook l’ex ministro Pd Maria Elena Boschi (all’epoca del dl Salvabanche il padre è stato vicepresidente della Banca Etruria, dove lavorava anche suo fratello).

Il capo politico dei 5 Stelle però rispedisce le accuse al mittente e fa le dovute differenze con il soccorso Pd alle banche di famiglia.

Ludovica Colli

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