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Roma, 20 set – Berlusconi e Prodi uniti contro Renzi. Detto così, suona un po’ strano, tuttavia i due antichi leader del centrodestra e del centrosinistra, che si sono scontrati negli anni passati per la conquista del Parlamento, oggi condannano entrambi l’ex premier toscano per la scissione dal Pd e la creazione di Italia Viva. In palio c’è il voto dei moderati che Prodi a sinistra e Berlusconi a destra devono continuare ad assicurare nelle loro rispettive coalizioni.

Il Cav: “Non è mio figlio: suo percorso all’antitesi del mio”

Il Cavaliere dal canto suo spiega che Renzi non solo non si può considerare un suo “figlio” politico, ma che “il suo percorso di vita è all’antitesi del mio”. E soprattutto è “il principale artefice della nascita del governo più a sinistra della storia repubblicana“. Il leader di Forza Italia si dice convinto che l’ex segretario del Pd non riuscirà a strappare al centrodestra “il voto degli elettori moderati e liberali”. Anche perché che altro può dire? Aveva anche assicurato che nessuno dei suoi sarebbe passato con Italia Viva e invece la transumanza è già cominciata, quindi è ovvio che ora esibisca il “bollino blu” da moderato rispetto a chi potenzialmente gli può soffiare i già magri consensi rimasti. Intervistato dal Corriere della Sera poi precisa che anche se il linguaggio utilizzato, “moderato e rispettoso delle istituzioni”, potrebbe sembrare lo stesso, le differenze con la sinistra (in cui il Cav ascrive anche Renzi) sono molteplici: “Siamo liberisti, garantisti, europeisti: gli unici continuatori, gli unici eredi coerenti delle tradizioni politiche liberali, cattoliche, riformatrici, della civiltà occidentale. Tutto questo non ci consente di avere punti in comune con la sinistra”.

La sviolinata alla signora von der Leyen

Da qui poi Berlusconi passa all’apologia ancora più accorata della Ue: “La signora Ursula von der Leyen è espressione della grande famiglia dei cattolici liberali, il più grande gruppo politico europeo antagonista della sinistra. Io lavoro in Europa anche perché si possa giungere ad una sintesi fra i popolari, i liberali, i conservatori e i sovranisti responsabili. Un centrodestra europeo in nome dei valori di libertà, di dignità della persona, dello Stato di diritto, della tolleranza che sono propri della civiltà europea”.

Prodi: “Partiti personali funzionano solo la prima volta”

Veniamo ora a Prodi. Per l’ex premier i partiti personali “funzionano solo la prima volta, ripeterli crea problemi”. Con queste parole, l’ex leader dell’Ulivo liquida la scissione di Renzi dal Pd parlando di una scelta “prevedibile ma ugualmente inspiegabile nei tempi”. Secondo Prodi, comunque, l’uscita delle truppe cammellate renziane non influirà sul governo perché in questo caso la frattura “sarebbe palese e quindi la pagherebbe più di prima”. L’ex presidente della Commissione Ue vede certi “personalismi” come una “tendenza mondiale”: “Pensiamo a Trump e Bolsonaro. Il primo esempio, in qualche modo, è stato Berlusconi“. Secondo Prodi, comunque, questi personalismi, oggi, “sfiorano il ridicolo” dal momento che “il grande problema delle diseguaglianze e della redistribuzione della ricchezza esiste ancora”.

“Italia Viva? Nome da yogurt, con scadenza a breve”

Quanto alla nuova creatura renziana, l’ex leader del centrosinistra si concede anche un poco di humour. “Bellissimo nome. Un mio amico lo propose per uno yogurt forse per via dei fermenti vivi. Il problema è che lo yogurt ha una scadenza ravvicinata e questo per un partito può essere un problema“, ironizza Prodi. Poi l’ex Dc e Pd attacca la “fuffa” del programma renziano. In una intervista, l’ex sindaco di Firenze annunciava “come programma una parola sola, futuro. Un programma che potrei ripetere anche io che ho 80 anni perché va bene sempre e non dice niente”.

Con questi avversari ormai al tramonto, Renzi può tranquillamente dedicarsi a quelli nuovi. A partire da Salvini, nel centrodestra, e Conte, nel centrosinistra.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Il “tramaglino”, in caso di elezioni, scomparirebbe come in un gorgo. Rappresenta l’ antipatia la supponenza, l’ arroganza, l’ arraffoneria sfacciata e il parassitismo intese come modello di vita anche per il pidiota più tamugno. Un clone di Galeazzo Ciano… Però moltiplicato almeno per 10. ( Galeazzo Ciano, conte di Cortellazzo, bella la rima in : “ano” , migliore quella in: “Azzo”!).
    Può piacere soltanto a riccastri parassiti e improduttivi, che sono usi da sempre a pescare nel torbido, tra le altre cose. Sarebbe già molto se incassasse un 2 – 2 e mezzo % . Il tramonto di velasca & frodi, pur irreversibilmente in atto, sarebbe, purtroppo, molto più lento.

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