Roma, 2 nov – Mosca rientra nell’accordo sul grano, dopo essersene sfilata precedentemente, nel contesto di un conflitto, quello ucraino, in cui le parti faticano comunque a iniziare una qualsiasi forma di dialogo.

Mosca, il rientro nell’accordo sul grano

Come riporta Tgcom24 sono fonti interne allo stesso Cremlino a confermarlo. Mosca rientreà nell’accordo sul grano, come annunciato dal ministero della Difesa russo. A riportatlo è stata l’agenzia Ria Novosti. Probabilmente, influsce l’attuale posizione di forza nel conflitto presente. Secondo quanto comunicato dalle stesse fonti governative di Kiev, infatti, attualmente l’esercito russo sta avanzando nel Donetsk e starebbe minacciando ben sette regioni di confine. Ma c’è anche un altro motivo, esplicitato dallo Stato maggiore e riportato dalla Tass: ovvero il fatto di aver ricevuto garanzie scritte dall’Ucraina sull’inammissibilità dell’uso del corridoio dei cereali per azioni militari contro Mosca.

L’anticipazione di Erdogan

Lo aveva anticipato in mattinata il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, riportato dall’agenzia Anadolu, sostenendo proprio che la Russia sarebbe tornata fare parte dell’accordo che aveva permesso l’esportazione di grano dai porti ucraini, prima che il Cremlino si sfilasse dopo gli attacchi di Kieva a Sebastopoli. Erdogan aveva anche fatto sapere l’intenzione di parlare al telefono con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, allo scopo di discutere degli ultimi sviluppi del conflitto tra Mosca e Kiev.

Alberto Celletti

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