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Roma, 21 giu – Sul fronte immigrazione l’Italia è pronta a difendere la posizione al vertice Ue di domenica: o si cambiano le regole o dal nostro governo arriverà il veto alla bozza d’accordo. Il premier Giuseppe Conte “andrà domenica a Bruxelles: o c’è una proposta utile a difendere i confini e la sicurezza e i diritti dei rifugiati veri, o cambiano queste regole e l’Italia c’è oppure diciamo no”: così il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini a Agorà (Rai3). “A totale sostegno mio e di tutto il governo e di tutti gli italiani per bene”, Conte andrà “a discutere qualcosa di utile per il nostro Paese”. “Io sono ottimista e credo che faremo un accordo soddisfacente” in Europa, “sulla protezione delle frontiere esterne sulla carta sono tutti d’accordo, bisogna vedere se dalle parole passeranno ai fatti invece che chiacchiere come da anni”.
Salvini poi lancia una minaccia neanche troppo velata: “L’Italia è un Paese che regala ogni anno sei miliardi all’Unione europea, non posso pagare e prendere le dita negli occhi, non vorrei ridiscutere questo contributo“. “La situazione è pesante e nessuno ci ascoltava in Europa. I rifugiati veri sono sette su cento. Andremo a rivedere la protezione umanitaria, il 30 per cento del totale: occorrono criteri oggettivi“.
In merito all’asse franco-tedesco che si contrappone alla posizione italiana, il vicepremier sottolinea: “Merkel ci dice ‘l’Italia non va lasciata sola, la Francia dice ‘vi aiuteremo’, tutta l’Europa dice ‘vi aiuteremo’, perché abbiamo alzato sobriamente la voce, e che dice il documento in vista del vertice europeo? Vi aiuteremo tra due anni, per intanto tenetevi tutti e ve ne rimandiamo altri indietro”. Tutto questo è inaccettabile: “L’aiuto mi serve aiuto adesso, non tra un annetto”, spiega il leader della Lega.
In vista del vertice informale di domenica, al quale parteciperanno anche Spagna, Francia, Germania, Austria, Malta, Grecia, Bulgaria, Olanda e Belgio, l’Italia è pronta ad annullare il regolamento di Dublino per quanto riguarda i confini marittimi. Continuerà ad applicarlo per quanto riguarda i confini terrestri, con la Francia, l’Austria, la Slovenia, per esempio, ma è pronta a tirarsi indietro dalle regole Ue per tutti coloro che verranno salvati in mare, grazie ad operazioni Sar (“Search and rescue”) .
In sostanza è questa la posizione del nostro governo, che dovrebbe essere ribadita anche al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno.
La nuova linea del governo italiano, stabilita al vertice che si è tenuto ieri a Palazzo Chigi fra il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier, è questa: i migranti che provengono dalla Libia, che vengono salvati nel Canale di Sicilia, nel momento in cui entrano nelle acque territoriali italiane devono considerarsi come persone che hanno varcato i confini dell’Unione europea. A tal proposito, il presidente del Consiglio ha ribadito che l’Italia non è disposta a prendere in considerazione le modifiche alle regole sulla cosiddetta immigrazione secondaria, ossia gli immigrati che hanno avuto il primo ingresso in Italia, che poi sono andati in un altro Paese Ue e che secondo le regole vigenti dovrebbero essere ripresi in carico da noi, se prima non si discuteranno e non si modificheranno le regole dell’immigrazione primaria.
In sostanza, l’Italia può garantire i suoi confini terrestri, sui quali ha il controllo, come fanno gli altri Paesi Ue. Sui confini marittimi, specialmente quelli adiacenti alle acque territoriali libiche o tunisine, o i 27 Stati Ue si dicono disposti ad un’assunzione di responsabilità collettiva, e dunque a considerarli confini di tutta l’Ue, oppure il nostro Paese agirà autonomamente e prenderà decisioni unilaterali.
Adolfo Spezzaferro





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