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Roma, 27 apr — Padrone di Google Argentina per qualche ora. E’ successo a Nicolas Kurona, trentenne argentino che alcuni giorni fa aveva notato la disponibilità online del dominio di Google all’imbattibile prezzo di 270 pesos (circa 11 euro). Impossibile lasciarsi scappare l’occasione: così il nostro Nicolas ha cliccato su «acquista», ottenendone il possesso con tanto di fattura e oscurando così il sito che è rimasto irraggiungibile per alcune ore.



Il ragazzo che comprò Google Argentina per undici euro

Verso sera, l’ufficio stampa di Mountain View ha reso noto ai quotidiani argentini di avere risolto il «problema». «Per poco tempo, il nostro dominio è stato acquistato da qualcun altro», ha riconosciuto Google Argentina, «ma abbiamo ripreso il controllo molto velocemente». Il trentenne ha raccontato di aver fatto la scoperta capitando per caso sul sito del governo argentino che ne gestisce la registrazione. «Sono andato su nic.ar, ho visto il nome di google.com.ar disponibile e l’ho acquistato legalmente, Ho anche la fattura», ha twittato Kurona, che nei giorni scorsi ha guadagnato oltre 10mila follower e ha aggiunto nella bio di presentazione «Ho comprato legalmente google.com.ar».

Eroe per qualche ora

«Guardando lo schermo sono rimasto pietrificato. Non potevo credere a ciò che era accaduto», ha raccontato spiegando  di essere consapevole che «qualcosa sarebbe successo e questo mi agitava». Le cause del disguido non sono ancora state rese note. Qualcuno ipotizza una falla nel sistema di gestione locale dei domini, presto risolta. Ma i portavoce di Google Argentina i e i gestori di Nic.ar continuano a mantenere il più stretto riserbo. Intanto, per qualche ora Kurona è stato l’eroe di migliaia di utenti Twitter che si sono scatenati nel produrre meme con la sua fotografia. Terminata l’avventura, Kurona ha ringraziato tutti per il sostegno. Google continua ad indagare sull’episodio. 

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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