Roma, 24 mag – Altro a essere ricco e potente, pare che Bill Gates abbia anche il dono della profezia. Tanto che Walter Ricciardi, il gran visir del catastrofismo sanitario, lo ascolta come fosse l’oracolo di Delfi: «Non ne sbaglia una», ha affermato il braccio destro di Speranza in un ardito slancio di venerazione. In effetti, il padrone di Microsoft aveva predetto in tempi sospetti la scoppio di una pandemia, che poi si è manifestata sotto forma di Covid-19. La domanda, però, dovrebbe sorgere spontanea: come faceva a sapere? È la domanda che si è posta Maria Rita Gismondo che, a quanto pare, non si è bevuta la storiella del Bill Gates veggente.  

Un ruolo ambiguo

In un commento pubblicato oggi sulle colonne del Fatto Quotidiano, la virologa del Sacco di Milano ha preso di petto la questione, visto che di profezie sul Covid se ne leggono pure troppe: «Nel 2015, precedendo tutti, persino gli organismi internazionali, aveva preannunciato che presto ci sarebbe stata una pandemia. Gates auspica che si crei un team di esperti, gestito dall’Oms per individuare e prevenire future pandemie. Calcola il costo in circa 1 miliardo di dollari, giustificato, perché inferiore all’impegno economico per affrontare una nuova pandemia». Ma appunto, si chiede la Gismondo, «chi è Bill Gates? È lecito chiedersi perché continui a essere interpellato e a fare dichiarazioni degne del portavoce di un’istituzione sanitaria internazionale».

La Gismondo su Bill Gates

Insomma, questo è il punto, «quali competenze in ambito di sanità internazionale può vantare?». La risposta, però, non è semplice: «Qualcuno, ma fa parte dello stuolo dei “cattivi”, sostiene che sono proprio le sue possibilità economiche a concedergli accesso a informazioni negate ai più, che proprio grazie alla sua “magnanimità” può muoversi senza problemi all’interno dell’Oms, come fosse casa sua». C’entrano forse i suoi interessi nel campo nei vaccini? Per la Gismondo, quella degli interessi di Bill Gates è una questione di «lana caprina. Un uomo così ricco è dentro un vaccino come dentro una lattina di pelati. I suoi interessi sono ovunque». Ciò che invece «è inquietante è che possa esercitare, senza competenze, un potere così importante in ambito strategico-sanitario. Sarà senz’altro il più disinteressato filantropo, ma il sistema non va», è la conclusione della virologa.

Elena Sempione

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