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Molti sui social network si sono chiesti come sarebbe stato vivere questa pandemia e il relativo lockdown negli anni Novanta, quando la tecnologia non era ai livelli attuali e di digitale avevamo ben poco a disposizione.

Con il caro e vecchio Nokia 3310 non avremmo avuto la possibilità di fare videochiamate con i parenti e gli amici per colmare le assenze, mentre con la connessione internet di quei tempi sarebbe stato impossibile dedicare intere giornate alle maratone di Netflix sul divano.

Ironia a parte, non possiamo che ammettere che senza il digitale sarebbe stata davvero dura affrontare la quarantena e trovare il modo di impiegare il tempo tra le mura di casa.

Smart working, videoconferenze, piattaforme di streaming, corsi di formazione, giochi e ricette di tutti i tipi sono solo alcuni dei passatempi che hanno riempito le giornate degli italiani in quarantena.

E, nella maggior parte dei casi, il diversivo ha implicato il solo costo dell’abbonamento internet, senza ulteriori spese aggiuntive, a vantaggio del portafoglio.

Anche per quanto riguarda il gioco d’azzardo, ad esempio, le ricerche di Google Trends mostrano che la chiusura delle sale da gioco e dei centri scommesse ha portato molti utenti a concentrare le proprie ricerche sui nuovi casinò online nei quali è anche possibile giocare gratis, grazie ad un bonus immediato senza deposito che viene erogato all’ iscrizione.

Ma non solo, il periodo ha permesso a molti imprenditori digitali di farsi conoscere grazie ai webinar e materiale gratuito richiesto dagli utenti, prima dell’acquisto di un eventuale corso completo.

Grazie al digitale, quindi, la sopravvivenza sociale ed economica di interi paesi è stata garantita anche in condizioni di chiusura totale e sono state molte le iniziative messe in atto per agevolare rapidamente il passaggio agli strumenti tecnologici.

Solidarietà digitale, il progetto del Governo per digitalizzare l’Italia in quarantena

Le restrizioni imposte dai decreti per contenere il contagio avrebbero prodotto molti più danni se non avessimo avuto la possibilità di rimanere interconnessi con il mondo esterno.

Soprattutto in quelle che sono state definite “zone rosse”, si è ritenuto necessario mettere in atto un intervento che agevolasse la possibilità di continuare a svolgere più o meno regolarmente le attività quotidiane e venire incontro a chi si è visto privato della possibilità di recarsi fisicamente a lavoro.

Lo smart working è stata la salvezza per numerosi comparti economici e al fine di supportare questa necessità il Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione ha lanciato un’iniziativa che in poco tempo è stata estesa a tutta la penisola: Solidarietà Digitale.

Il progetto è stato possibile grazie alla collaborazione di numerose realtà commerciali e aziende che hanno offerto soluzioni e servizi in forma gratuita o agevolata per tutta la durata del lockdown.

L’obiettivo era quello di aiutare gli italiani a lavorare in remoto, attraverso l’utilizzo gratuito di piattaforme di smart working o abbonamenti internet illimitati, leggere e tenersi informati attraverso la fruizione di riviste online e quotidiani senza la necessità di recarsi in edicola e continuare la formazione didattica grazie a piattaforme di e-learning e risorse gratuite.

È così che colossi come Tim, Vodafone, Amazon, Condé Nast, Google Suite, Skuola.net, Quotidiano di Sicilia e tantissimi altri hanno garantito una continuità professionale e didattica a milioni di italiani e hanno allietato le lunghe giornate in lockdown offrendo servizi e strumenti utili e ricreativi.