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Da quando Internet ha iniziato a diffondersi tra tutta la popolazione nella seconda metà degli anni ‘90, il mondo del web è radicalmente cambiato. Gli albori di Internet avevano visto il diffondersi di programmi di condivisione musicale (alcuni ricorderanno il vecchio Napster, altri Audiogalaxy, e sicuramente moltissimi Emule). Quei tempi pionieristici, che videro svolgersi anche grandi battaglie legali con le Major discografiche, sono lontani ma dimostrano che fin dall’inizio la Rete ha avuto una grande attenzione per la musica.

I tempi sono molto cambiati. Oggi la musica si può ascoltare tramite streaming Deezer, tramite Spotify, o tramite uno degli altri servizi di streaming musicali legali che sono oggi disponibili. Tra i più noti oltre ai due già citati, si possono certamente citare i servizi di Amazon Music Unlimited, ma anche l’app Youtube Music alla quale si accede sottoscrivendo il servizio Youtube Premium.

Streaming legale, una grande conquista

Quella degli streaming musicali gratuiti è stata un’innovazione molto importante perché ad un costo mensile molto basso, inferiore a quanto costerebbe un singolo CD musicale fisico,si può avere accesso sostanzialmente a tutta la musica. Questo servizio è stato possibile quando grandi Major e etichette discografiche minori anni fa si sono accorte che serviva un approccio diverso rispetto al problema della pirateria.

Precedentemente infatti, a fine ‘90 e inizio ‘2000, le case discografiche si erano limitate a intentare cause miliardarie ai servizi di condivisione di MP3 facendoli chiudere. Ma il risultato era che chiuso un servizio se ne apriva un altro, magari in uno Stato nel quale era più difficile una causa giudiziaria di questo tipo.

Al contempo, si pensava di potersi approcciare al problema dello streaming in modo tradizionale, pretendendo che gli utenti pagassero ogni canzone o album musicale allo stesso prezzo di un cd fisico, o quasi.

La questione ha avuto un esito positivo quando editori e autori hanno compreso che l’approccio doveva essere diverso, optando per la formula di un abbonamento che desse accesso a tutta la musica. Si è compreso successivamente che gli utenti erano ben disposti a pagare un costo mensile per un servizio non solo legale, ma che si poteva anche fruire molto più facilmente rispetto a quanto accadeva con i vecchi servizi di condivisione.

 

Deezer, come funziona il servizio?

Deezer è stato, insieme a Spotify, il pioniere dei servizi di streaming musicale gratuito. Il servizio premium prevede con un costo basso di soli 9,99€ al mese accesso illimitato ai brani musicali di tutti i vostri autori preferiti. Il servizio può essere utilizzato sia da pc che da mobile con l’apposita app Deezer.

Non è però tutto, una delle funzioni più importanti di Deezer è certamente quella di poter scegliere una serie di brani da poter poi ascoltare offline. Si tratta di un’opzione molto utile soprattutto in mobilità, quando ci troviamo in punti dove la connessione è instabile o andiamo addirittura offline. Aver attivato la funzione sulla propria musica preferita consente sia di poterla ascoltare sempre senza interruzione, che di non consumare giga che possiamo utilizzare per altro.

Una rivoluzione musicale

In conclusione, i tempi sono molto cambiati per quanto riguarda l’accesso alla musica, rispetto agli albori della Rete. Chi c’era allora, pur con un pizzico di nostalgia per Napster, o Audiogalaxy, o Emule, può forse apprezzare più di chiunque altro l’innovazione rappresentata dai servizi di streaming legale. Niente virus scaricati, o canzoni che si rivelano poi essere diverse da quelle che volevamo. E soprattutto, la tranquillità di sapere che si sta anche sostenendo cantanti e compositori nel giusto modo. I più giovani, invece, questa innovazione l’hanno già trovata, ma ne sono anch’essi grandi fruitori.

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1 commento

  1. Euro 9,9999999999… costo periodico basso? Attendo il temporale, suona meglio, naturale e potente. E con la successiva pioggia ritmica consente pure una eventuale sessualità importante, il riposo del guerriero, senza “additivi”…
    Sostanzialmente il rischio di succcarsi il di più è aumentato.

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