Il portavoce del Movimento 5 Stelle, Manuel Tuzi, ha tenuto un interessante discorso sul ruolo del curriculum nella ricerca di un impiego e sulle modalità con cui i giovani disoccupati possono essere aiutati in questo passo tanto cruciale della loro vita. Si è parlato, in particolare, della creazione di un curriculum vitae digitale: un autentico portale pubblico statale che consentirà di ottenere una certificazione ufficiale sulle competenze e sulle abilità accumulate nel corso del tempo. In questo modo, i ragazzi italiani in un prossimo futuro non dovranno più cercare il migliore modello di curriculum vitae da compilare, ma si limiteranno a inserire i propri dati nel sistema dopo aver effettuato l’accesso tramite Spid.

Tale decisione agevolerà anche la ricerca di personale da parte delle aziende. Queste ultime, infatti, potranno comodamente visionare la formazione e le esperienze dei candidati, senza doversi preoccupare di verificarne l’attendibilità. I CV autodichiarati saranno soltanto un ricordo, così come le piattaforme social basate sulle sponsorizzazioni a pagamento. Questo portale, in effetti, per sua stessa natura garantisce l’affidabilità delle informazioni riportate e facilita di molto l’incontro tra domanda e offerta professionale.

Secondo Tuzi, uno strumento di questo tipo sarà ottimo anche per analizzare i dati relativi al background dei giovani italiani e per comprendere quali ambiti richiedono una maggiore formazione. Non sarà difficile, così, orientare nella giusta direzione le politiche attive per il lavoro e sfruttare al meglio gli investimenti pubblici. Grazie al curriculum digitale, in aggiunta, si potranno individuare le aree geografiche che più hanno bisogno di un intervento ed eseguire azioni mirate a sostegno della cultura locale. Un simile sistema potrebbe influire in maniera davvero significativa sulla futura economia dell’Italia, anche perché permetterà di ridurre notevolmente lo spreco di risorse. Tuzi parla di un vero e proprio ecosistema dedicato ai giovani: questa è la meta da raggiungere, e il portale in oggetto costituisce uno dei più importanti mezzi preliminari.

Lavoro e formazione: l’iniziativa di Intesa Sanpaolo

Coloro che conducono delle ricerche in merito alla disoccupazione giovanile hanno rilevato un dato essenziale: molto spesso l’incontro tra domanda e offerta è impedito dall’assenza di una formazione adeguata. Stando alle ultime statistiche raccolte, infatti, vi sono 731 mila posizioni scoperte nelle aziende italiane, e circa 13 milioni di ragazzi con età compresa tra i 15 e i 24 anni senza lavoro. La metà di essi, quindi, potrebbe potenzialmente essere già impegnata in una professione, se non fosse per la mancanza delle competenze necessarie. Un gap del genere deve essere colmato al più presto per risolvere o, almeno, migliorare la situazione.
I giovani, in sintesi, dovrebbero integrare gli studi già effettuati con quelli richiesti nelle realtà aziendali. Questo è l’obiettivo del progetto promosso da Intesa Sanpaolo per aiutare migliaia di persone a trovare un impiego. In particolare, il programma mira a creare le giuste condizioni di occupabilità, selezionando una serie di ragazzi fino ai 28 anni di età e inserendoli in apposite aule per completare la loro formazione. A tale scopo verrà utilizzata una piattaforma, chiamata “Generation“, promossa in Italia dalla società di consulenza McKinsey: tale strumento individuerà i giusti candidati prendendone in esame sia le caratteristiche professionali, sia le motivazioni che li spingono a voler lavorare in una determinata società.

Il responsabile della direzione di supporto strategico di Intesa Sanpaolo, Paolo Bonassi, ha sottolineato una duplice difficoltà, dei giovani e delle aziende: i primi non riescono a uscire dal proprio stato di disoccupazione, le seconde hanno problemi a reperire risorse già formate. Questa iniziativa, nata dalla collaborazione tra banca e imprese, non intende assolutamente scavalcare il governo, ma affiancarsi a esso nel tentativo di sostenere i ragazzi italiani in una fase tanto importante della loro vita. Il gruppo di cui Bonassi è portavoce ha avuto modo di raccogliere numerose informazioni tanto dai genitori con figli disoccupati, quanto dalle aziende in cerca di personale adatto: la conclusione, ossia il bisogno di fornire conoscenze aggiuntive, è stata piuttosto immediata e intuitiva.

Paolo Bonassi, durante il suo discorso, ha esternato anche la volontà di Intesa Sanpaolo di inserire 5.000 giovani in alcuni settori cardine dell’economia italiana, come quello alberghiero e della ristorazione, delle vendite e delle attività informatiche. Questi, del resto, sono i campi che al momento hanno maggiore necessità di risorse. Il piano elaborato dalla banca interesserà prima le città caratterizzate da un tasso più alto di disoccupazione giovanile, come Roma e Napoli, e poi molti altri capoluoghi tra cui Torino, Milano, Bari e Palermo. Nel complesso, saranno vari i progetti realizzati a favore dei ragazzi della nostra penisola. Le istituzioni governative riceveranno un valido aiuto nell’eliminazione di tutti quegli ostacoli che danneggiano il mercato del lavoro, in modo da imprimere una svolta significativa alla storia e allo sviluppo dell’Italia.

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