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Il futuro distopico delle nuove tendenze online globali

by La Redazione
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Nel 1932 Aldous Huxley pubblica “Il mondo nuovo”: romanzo distopico, brillante, tremendamente attuale, corredato da un’altrettanto brillante postfazione a cura dello stesso Huxley che, ancor più del romanzo stesso, propone spunti di riflessione sugli scenari sociali e futuri del pianeta. La veggenza di alcuni passi è sorprendente, in un periodo attuale in cui si articola la deriva del potere al potere, che in nome della guerra ai contagi sta disgregando alcune certezze di libertà che parevano inviolabili. Sul piano delle tecnologie di comunicazione di massa, argomentate da Huxley nella sua postfazione, queste si limitano alla radio e alla televisione. Le sue previsioni non si spingono a teorizzare internet, che oggi è strumento di informazione ma anche disinformazione e distorsione della realtà.

Attualmente, le tendenze online immaginate diventano realtà alla velocità che solo la tecnologia del ventunesimo secolo sa creare e portare avanti con ostinata determinazione. Lecite o evitabili? Alcuni trend di marketing digitale spaventano, altri sono logica evoluzione di un lungo processo, condivisibile o meno, iniziato da almeno quindici anni sul web, migliorato con gli strumenti dell’intelligenza artificiale e analisi dati, mediati con l’accadimento di eventi imprevisti. Ogni riferimento medico è puramente casuale. Criptovalute e criptomonete come i bitcoin, pagamenti biometrici senza contanti, forme di apprendimento a distanza, esperienze di gioco immersive e tecnologie di realtà aumentata (AR) . Ma anche tendenze effimere, come alcune feature inutili di altrettanto inutili social come TikTok, destinate a essere spazzate via, ancora una volta, a quella velocità che solo la tecnologia del ventunesimo secolo sa creare e portare avanti con ostinata determinazione. Nel ruolo di veggente ci sono poi aziende come Mintel specializzate in ricerche di mercato che delineano alcuni scenari emergenti delle nuove tendenze digitali globali.

Ad esempio, il settore delle scommesse sportive online, esploso non casualmente nel 2020, promette di integrare le applicazioni mobile con la TV. È quello su cui punta il colosso emergente del betting DraftKings con Dish Network, società statunitense attiva nel settore televisivo. Questo tipo di integrazione multimediale consentirà ai consumatori di guardare e scommettere facilmente mediante un’unica piattaforma. Per DraftKings sarà un elemento di forte differenziazione per le scommesse sportive future. Perchè non basta guardare. La parola d’ordine è interazione. Ma guai a farlo dal vivo, magari nelle sale terrestri, sembra dirci la voce impercettibile del mondo high tech. Inoltre, secondo le ricerche Mintel quasi sette scommettitori sportivi su dieci concordano che le giocate rendano più interessante seguire lo sport. Perchè del resto ormai non basta nemmeno il sano agonismo o una morbida rivalità. Serve monetizzare.

Sul piano della biometria applicata ai pagamenti di tutti i giorni c’è già l’esempio di strumenti come Apple Pay o PayByFace che cavalcano l’onda pandemica e quella del progresso tecnologico sventolando tre vantaggi: quello igienico, cioè la possibilità di evitare il contatto con cose e persone, quello della memoria, in caso di improvvisa dimenticanza del PIN e quello della sicurezza generale dei pagamenti. Insomma, una società di persone smemorate, deficitarie del ricordo e rinchiuse in una bolla che limita l’esperienza tattile. Il vero vantaggio degli strumenti di pagamento digitale biometrici tramite selfie, secondo FinTech Magazine, è insito più che altro nella sicurezza informatica perchè è molto più difficile rubare le credenziali di qualcuno quando è lui stesso l’incarnazione della sicurezza. L’era del contante si avvia molto lentamente ad un progressivo declino. Juniper Research predice che i dati biometrici saranno utilizzati per autenticare 2 trilioni di dollari di vendite globali entro il 2023, 17 volte superiori ai 124 miliardi di dollari del 2018. Le previsioni Mercator stimano invece che il 66% dei possessori di smartphone utilizzerà la biometria entro il 2024 con un aumento del 15% rispetto al 2020.

Sul fronte della commistione reale/virtuale si installa invece la dinamica della realtà aumentata e quella della fuga dalla realtà in cui viviamo. L’articolo pubblicato da Capgemini Invent sulla piattaforma Frog illustra un quadro stile serie TV Black Mirror in cui attraverso i filtri Snapchat, Instagram e TikTok, portati ai loro estremi logici, abilitano le persone a plasmare il mondo reale che ci circonda con strumenti digitali. Un modo drammaticamente nuovo di percepire luoghi reali, oggetti fisici e persone proiettando immagini digitali immersive e fotorealistiche con l’ausilio della realtà aumentata. L’articolo redatto sulla base delle argomentazioni di Adam Wrigley e Jung Soo Park, rispettivamente Principal Mechanical Engineer e Senior Industrial Designer insieme a Simone Serasini, Organization Designer and Facilitator, mette però in guardia sul pericolo di questi veri e propri impianti neurali. Cosa ne sappiamo sulla lobotomia nelle mani sbagliate? Gli hacker potrebbero corrompere o addirittura riprogrammare i nostri pensieri e la nostra comprensione del mondo? A cosa serve realmente l’estensione del corpo? Si tratta di droga in formato digitali come la psilocibina che, secondo l’articolo del Guardian “What will the next decade bring? Here are 20 predictions from trend forecasters”, sarà prossima all’uso legale?

I cambiamenti proposti da alcuni dei nuovi trend emergenti dipingono un futuro distopico come quella prevista da Huxley ne “Il mondo nuovo”. La pandemia, o presunta tale, che ha coinvolto tutti gli angoli del pianeta ha contestualmente accelerato l’adozione di nuove tecnologie da parte dei gruppi del think tank tecnologico. Un colossale cambio di paradigma. Se solo si pensa che anche abitudini radicate come il lavoro, l’apprendimento scolastico e le relazioni sono oggetto di una rivoluzione tolemaica. Da certi versanti di pensiero si riflette su quel principio di marketing per cui è necessario innanzitutto creare un problema per vendere la soluzione. I più audaci si spingono a pensare che tutto il cambio di paradigma high tech proposto sia la soluzione ad un problema artificiale nato in provetta, destinato ad aumentare i livelli di potere e controllo sociale.

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