Sempre più spesso, presi dalla frenesia della vita quotidiana, ci capita di uscire di casa non preventivando che affronteremo delle spese e quindi senza contanti a sufficienza, oppure che l’esercizio commerciale dove abbiamo appena acquistato un paio di scarpe non accetti la carta di credito. Lo stesso dicasi nel caso in cui dobbiamo pagare un intervento d’emergenza dell’idraulico o dell’elettricista e in casa non abbiamo contanti a sufficienza. Allora cominciano i problemi: bisogna trovare lo sportello bancomat più vicino, che è puntualmente… lontanissimo dal luogo in cui siamo, oppure è fuori servizio! La soluzione, eppure, ci sarebbe, e si chiama POS mobile. Di cosa stiamo parlando? Lo scoprirete se continuate a leggerci!

Che cos’è il POS?

Per POS si intende un dispositivo elettronico che “legge” il chip o la banda magnetica presente sulle carte di credito o debito e sulle carte bancomat, permettendo così i pagamenti non in contanti. Ne esistono sostanzialmente due tipi: quelli fissi e quelli mobili. I primi, di concezione meno attuale, comprendono il POS fisso (collegato alla rete telefonica), quello cordless (anch’esso collegato alla rete telefonica ma senza cavi) e quello GSM con all’interno una SIM card. Il POS mobile invece, di concezione più moderna e realizzato da società quali SumUp, ha un funzionamento identico a quello fisso, ma non ha al suo interno il meccanismo per la trasmissione dei dati della transazione. Esso infatti necessita di un collegamento bluetooth a uno smartphone o a un tablet, dove sarà presente l’applicazione che gestirà e trasmetterà l’operazione di movimento di denaro tra il conto del compratore e quello del venditore.

Le problematiche del sistema POS

Rispetto ad altri paesi europei, l’Italia è ancora un passo indietro, quanto alla diffusione del POS. Per quale motivo? Non funziona bene, è scomodo e non benvoluto da acquirenti e commercianti? Nessuna di queste risposte: anzi, dal mero punto di vista del business, diversi studi hanno dimostrato che la presenza di un POS in un esercizio commerciale contribuisce all’aumento del volume d’affari, perché si tratta di un servizio utile e comodo per il cliente, che ha così a disposizione un metodo di pagamento in più per i suoi acquisti. Addirittura, un’indagine di mercato ha dimostrato che il 20% dei potenziali clienti di un negozio rinuncia ad acquistare, se vede che il pagamento con carta di credito o bancomat non viene accettato: parliamo di numeri importanti. Il problema della relativa minore diffusione del POS è stato tradizionalmente sempre uno: i costi. Un POS ha infatti quattro tipi di costi: quello di installazione, in primis, da mettere in conto una tantum e che comprende la spesa per l’hardware e l'”uscita” del tecnico che deve provvedere all’installazione, alla configurazione (con l’assegnazione di una password di sicurezza) della rete e ai necessari test di prova; abbiamo poi il canone mensile, una spesa fissa che l’esercente deve sborsare per il comodato d’uso dell’apparecchio; c’è poi un costo fisso di transazione, solitamente non superiore ai 10 centesimi, che viene richiesto da alcune banche per ogni transazione e che rappresenta uno scoglio soprattutto per importi di basso calibro (10 centesimi a fronte di una vendita da 100€ sono poca roba, ma se lo scontrino è da 5€ la questione cambia radicalmente); infine, abbiamo il costo percentuale per transazione, una commissione a carico dell’esercente e che dipende da vari fattori quali il circuito bancario e il tipo di carta: per la loro tipologia, queste commissioni sono incalcolabili da parte del commerciante, anche perché i margini tra banca e banca variano tantissimo.

La soluzione? Il POS mobile!

Costi di questo tenore possono diventare una noia che un commerciante non ha desiderio di sobbarcarsi. Ecco però la soluzione: il POS mobile! La versione portatile del POS, infatti, tanto per cominciare non ha costi di installazione: l’abbinamento tra il lettore e il proprietario viene fatto da remoto e l’installazione può avvenire in qualsiasi momento da parte dell’esercente stesso. Il lettore stesso, poi, non è in comodato d’uso ma viene acquistato una volta per tutte dal commerciante: niente canoni mensili, dunque! Inoltre, le aziende che producono questo genere di apparecchi offrono una condizione molto vantaggiosa, quella della commissione unica attorno all’1.95%, indipendentemente dal circuito bancario, dal tipo di carta e dall’entità della transazione.

Altri vantaggi del POS mobile

Il risparmio che si ha con un mobile POS è quindi sensibile. Quello economico però, se non bastasse, non è l’unico: vediamo gli altri. Prima di tutto ricevere l’apparecchio è facilissimo, basta acquistarlo sui siti dei produttori. Dopo pochi giorni dall’acquisto si possono accettare pagamenti senza bisogno di produrre documentazione cartacea. Il POS mobile è piccolo e portatile, comodissimo per quegli esercenti che lavorano in spazi ristretti (edicole) o in mobilità esterna come gli elettricisti. Infine, un POS mobile non serve solo per i pagamenti elettronici. Dotato di un sistema operativo, permette di registrare e analizzare le transazioni in tempo reale, creando uno “storico” e aiutando a capire quali sono gli articoli più venduti.

Insomma, non rischiate di far finire a testa in giù i vostri affari solo perché siete fermi ai contanti: il POS mobile vi farà svoltare!

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