I cambiamenti climatici sono purtroppo un problema molto serio e tuttora senza una soluzione certa. Il riscaldamento globale, causato soprattutto dall’inquinamento, sta portando a eventi atmosferici estremi sempre più frequenti ed un costante e graduale innalzamento del livello degli oceani. Proprio per questo le industrie e i Governi di tutto il mondo stanno cercando di adoperare soluzioni sempre più a basso impatto ambientale, per salvaguardare le foreste e allo stesso tempo ridurre il più possibile l’inquinamento.

Sotto questo aspetto si nota una propensione netta e positiva delle principali aziende ed attività, che vogliono continuare a produrre e vendere prodotti di qualità ma allo stesso tempo salvaguardando l’ambiente. Ma come avviene ciò?

Sono numerose le tecniche e le strategie attive che possono aiutare a inquinare meno possibile, come ad esempio il packaging ecosostenibile, una cosiddetta svolta green, un passo importante per ogni azienda verso un futuro migliore. Basta pensare che la nota catena internazionale Mc Donald’s di fast food ha deciso che entro il 2025 verrà esclusivamente utilizzato il packaging ecosostenibile. Ma in cosa consiste nel dettaglio? E quali sono le principali differenze rispetto ai metodi di imballaggio classici? Proviamo a scoprirlo di seguito.

Che cos’è il packaging ecosostenibile

Dal nome è subito possibile capire che si tratta di una tipologia di imballaggio che ha come obiettivo di durare il più a lungo possibile, offrendo massima sicurezza e garanzia, ma allo stesso tempo non creare alcun impatto ambientale negativo, o anzi ridurlo. Ovviamente avranno un prezzo specifico, che deve comunque invogliare a non utilizzare più i pacchi monouso.

Il packaging ecosostenibile si può ottenere tramite tre modalità principali, ovvero:

  1. Usando imballaggi precedenti formati esclusivamente ed in toto da materiali riciclabili,
  2. Riutilizzando tutti gli oggetti, evitando quindi di buttarli dopo un singolo utilizzo
  3. Riducendo l’uso di catene logistiche e di produzione, che è una delle cause principali che portano a innalzare l’inquinamento atmosferico.

Arriva ora una domanda molto interessante: Ma conviene effettivamente utilizzare questa tipologia di imballaggio per la propria attività? La risposta è assolutamente sì. Innanzitutto, si riducono gli sprechi, si ottimizza il lavoro del personale e aumenta la produttività. Oltre a ciò, i clienti in questi anni hanno capito l’importanza della lotto contro i cambiamenti climatici, pertanto tendono a preferire aziende che hanno valori ed obiettivi simili nei confronti della salvaguardia dell’ambiente. Tra un’azienda che ha a cuore la salute del Pianeta e un altro che non gli dà minimamente peso, probabilmente la scelta ricadrà sulla prima opzione.

Tutto ciò è avvenuto in modo molto graduale, con il peggiorare della situazione climatica e l’aumentata sensibilità verso l’ambiente. Se, ad esempio, a nessuno importava degli imballi eccessivamente grandi e con spreco del colosso e-commerce Amazon, ora sempre più persone criticano il packaging della multinazionale, che si trova costretta a rivedere la propria strategia di imballaggio per le spedizioni.

Quali tipologie di packaging ecosostenibile esistono?

Non esiste un’unica tipologia di packaging ecosostenibile che puoi optare per la tua attività. Anzi, nel corso del tempo sono sempre più le alternative che si possono scegliere, grazie ai continui progressi nel settore, per trovare soluzioni sempre più green e a basso impatto ambientale. Per avere le idee più chiare sul tipo di packaging ecosostenibile adatto alle tue esigenze di business puoi, ad esempio, usufruire del servizio di consulenza sul packaging di Rotalaser, azienda leader nel settore che sarà in grado di darti le migliori indicazioni e consigli per svolgere al meglio il servizio di imballaggio ecosostenibile, garantendo la massima efficacia, efficienza ed allo stesso tempo sicurezza ambientale.

Ma quali sono i principali materiali utilizzati in questo settore? Il nostro Paese può vantare di aver ideato una soluzione chiamata Columbus’ Egg. Sono delle particolari pellicole, ideali specialmente in ambito alimentare, che mantengono il contenuto interno estremamente protetto dagli agenti atmosferici, da muffe, batteri ecc. Inoltre, l’apposita tecnologia utilizzata permette di utilizzare sostanze naturali e prodotti scarto di vario genere, combattendo quindi l’utilizzo monouso e limitando notevolmente l’inquinamento ambientale.

Per concludere, il packaging ecosostenibile rappresenta ormai una realtà concreta del settore, ed ogni azienda dovrebbe integrarla completamente nella propria strategia di vendita. La scelta della tipologia ideale è di particolare importanza, per cui va fatta con attenzione e magari affidandosi ad aziende di consulenza esterne, come ad esempio Rotalaser, citata in precedenza.

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