Roma, 9 nov – È stato uno dei punti più bassi mai toccati dalla televisione italiana, perlomeno per quel che riguarda i programmi di approfondimento politico. Ci riferiamo al siparietto tra Vauro e il coatto «er Brasile», al secolo Massimiliano Minnocci, andato in onda negli studi di Del Debbio. Uno scontro verbale (e quasi fisico) che è parso tutt’altro che naturale, anzi sembrava proprio studiato a tavolino. Ad ogni modo, Vauro ha voluto dar seguito alla pantomima, invitando Brasile a cena per far pace.

La lettera di Vauro

In una lettera aperta, pubblicata sul suo profilo Instagram, il vignettista ha esordito così: «Non ti chiamo Brasile ma Massimiliano che è il tuo nome. Ti scrivo perché ci siamo trovati muso a muso con rabbia e con furore. Svastiche, effigi di Mussolini… tutto quello che ti sei tatuato sul corpo rappresenta per me (e non solo per me) orrore, schifo, disprezzo». Dopo questo desclaimer utile a preservare la propria fama di incorruttibile antifascista, Vauro accende la modalità C’è posta per te: «Ti ho guardato negli occhi e oltre l’odio ho visto solitudine, rancore, disperazione e fragilità, sì proprio fragilità. Ho pensato a chi non sfoggia orridi tatuaggi ma si presenta in giacca e cravatta. Ho pensato a quanto sia comodo per loro che ci siano persone come te, per nasconderci dietro il loro cinismo, per scaricarle quando è opportuno e gridare al “pazzo fanatico” e coprire così le loro responsabilità. Sei un “nemico” ma un nemico facile “grosso, brutto e cattivo”. Sei lo spauracchio dei mostri veri, quelli che ti usano».

Er Brasile accetta

Insomma, dopo questa dichiarazione d’amore paternalistico, Vauro arriva al dunque: «Allora ti dico vediamoci. Potrai spaccarmi la faccia, la tua stazza te lo permette. O potremo parlare cenando assieme, così poi puzzeremo di vino tutti e due», scrive il vignettista, con riferimento al tête-à-tête da Del Debbio, quando «er Brasile» gli disse «puzzi de vino, lèvate». E Vauro conclude: «Ma il nostro incontro, se vorrai, sarà privato, senza telecamere né conduttori, io e te. Non è una sfida, è un invito». E, visto che tutti i salmi finiscono in gloria, ecco che «er Brasile» risponde al vignettista a stretto giro di posta: «Ok, accetto. Dimmi dove e quando».

Vittoria Fiore

9 Commenti

  1. dimmi dove e quando uoooo questa sera non arrivo in ritardo ….uoooo manda la posizione dimmi dove e quando!!

  2. A Vauro tee sei cagato sotto e hai una paura della madonna,ma puoi invitare una persona a cena però prima glu butti la merda addosso? Io ci verre mangio bevo bene lascio lauta mancia ma paghi ti e poi quando usciamo ri do una pizza sulli denti che non manfi per un mese. Ipocrita cagasotto sinistrato vile di merda

  3. Attenzione ai partigiani , rubavano ammazzavano sparavano alle spalle e violentavano ,sono stati i peggiori infami della storia. Me ne ha raccontate poche mio nonno di quanto bastardi erano i partigiani. Vigliacchi infamoni. Uno lo di questi assassini venne fatto anche presidente della repubblica.. alla faccia del cxxo!

  4. Allora vignbettista di merda saro’ anche io libero di dire cio che penso da libero cittadino visto che non piglio soldi pubblici ne sovvenzioni ne niente di niente come hai detto quando dovevi offendere salvini , posso? vauro del cazzo sei un pulcioso ciarlatano vignettista di merda vai a lavorare che non hai mai fatto un ‘ora di lavoro serio in vita tua , sei campato grazie agli stronzetti mezzi froci comunisti della gioventu’ del cazzo cannaioli drogati centri sociali di merda andate a fare in culo!!! un bel controllo super a tutti i centri sociali e tra frocioni drogati e terroristi sai quanti ne trovate se volete!!!

  5. Mosrtacci vostra e di tutti li cummunisti come questo vignettista di nmerda. vai a lavorare e cambia nome datti un nome normale deficente comunista! renzi ladro padre ladrone e madre ladrona arrestateli!

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