Alessandria, 9 nov – Alla fine ha confessato. Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina esplosa a Quargnento in provincia di Alessandria nella notte tra il 4 e il 5 novembre, ha ammesso di essere il responsabile della tragica esplosione che ha causato la morte di tre vigili del fuoco. La rivelazione sarebbe arrivata ieri, dopo ben dieci ore di interrogatorio, al termine del quale era scattato il fermo da parte dei carabinieri. Il 55enne proprietario della cascina ha confessato dunque di aver causato l’esplosione, spiegando però di averlo fatto solo per “conseguire il premio dell’assicurazione stipulata lo scorso agosto anche per fatto doloso, da 1,5 milioni di euro”, ha riportato il procuratore capo di Alessandria, Enrico Cleri, durante la conferenza stampa tenuta questa mattina.

Dunque Vincenti non voleva uccidere, ma ora dovrà rispondere comunque alle accuse di omicidio, disastro doloso e lesioni volontarie. Nuove rivelazioni anche in merito alla dinamica dei fatti. L’esplosione doveva essere una sola, ma l’errore nella programmazione del timer collegato alle bombole del gas da parte del proprietario della cascina ha provocato la tragedia: “Il timer era stato settato all’1.30 ma accidentalmente c’era anche un settaggio alla mezzanotte. Questo ha portato alla prima modesta esplosione che, ahimé, ha allertato i vigili del fuoco”, ha spiegato il procuratore Cleri.

La tragedia poteva essere evitata

Dalla confessione di Vincenti è emerso un particolare agghiacciante: la tragedia poteva essere evitata. La notte dell’esplosione che ha causato la morte di Antonino Candido,  Matteo Gastaldo e Marco Triches, il proprietario della cascina era stato informato da un carabiniere che il primo incendio era stato quasi domato: “Era intorno all’una, ci sarebbe stata mezz’ora di tempo per evitare la tragedia”, ha spiegato Cleri ai giornalisti. “Vincenti”, prosegue il magistrato, “non ha detto che all’interno della casa c’erano altre cinque bombole che continuavano a far fuoriuscire gas”. Ad incastrare Vincenti il ritrovamento di del bugiardino del timer che ha innescato l’esplosione nella sua camera da letto. Ora anche sua moglie è indagata per concorso.

Davide Di Stefano

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