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Roma, 6 ott — Bufera nel mondo del calcio femminile: la calciatrice Lisa De Vanna, ex attaccante delle Matildas e della Fiorentina, ha denunciato di avere subito terribili molestie e vessazioni da parte delle ex compagne di squadra. «Sono stata molestata sessualmente? Sì. Sono stata vittima di bullismo? Sì? Ostracizzata? Sì. Ho visto cose che mi hanno messo a disagio? Sì», ha confessato in una lunga intervista rilasciata al Sydney Daily Telegraph. Una notizia che lascerà l’amaro in bocca alle pasionarie da MeToo: a molestare, bullizzare e vessare — anche in branco — non sono solo gli uomini.



Bomba sul calcio femminile: anche le donne molestano

La Federazione calcio australiana ha dichiarato di non essere al corrente della vicende ma ha annunciato l’apertura di un’inchiesta interna. La testimonianza della De Vanna è stata confermata da una sua ex compagna di squadra, Elissia Carnavas, e dall’ex allenatrice Rose Garofano. Racconti di molestie sono stati riferiti anche da Rhali Dobson, che da qualche tempo ha appeso le scarpe al chiodo. Si tratta di un vero e proprio tsunami che investe il calcio femminile australiano, tanto che la Federazione avrebbe già annunciato di aver parlato con la De Vanna ed invitato tutte le tesserate vittime di molestie o vessazione a presentare dei reclami formali in modo da poter intervenire in maniera approfondita. L’Australia, nel 2023, ospiterà il Mondiale femminile. E lo scandalo delle molestie e del «nonnismo» tutto declinato al femminile non è sicuramente il migliore dei biglietti da visita.

Lo scambio di tweet con la Rapinoe 

De Vanna aveva recentemente risposto a un tweet della superstar calcistica statunitense e attivista Lgbt Megan Rapinoe. Quest’ultima aveva twittato: «Uomini che proteggono gli uomini, che abusano delle donne». L’australiana aveva così replicato: «Sono d’accordo, ma ho visto con i miei occhi donne che proteggono donne che abusano di altre donne. Giocatrici che proteggono le giocatrici più anziane che abusano di giocatrici più giovani. Organizzazioni che tutelano allenatori e giocatori che abusano dei giocatori. L’abuso è abuso».

Cristina Gauri



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