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vetteòRoma, 30 mar – In Malesia e Qatar torna a trionfare la meccanica italiana: grandi prestazioni sia nella Formula 1 che in Motogp. Inizia subito con un successo italiano la giornata dei motori: la Ferrari torna sul gradino più alto del podio, risultato che mancava da maggio 2013. E’ ormai solo un ricordo l’ultima vittoria di Fernando Alonso di due anni fa nel Gran premio di Spagna sul circuito di Montmelò vicino a Barcellona.

Ma, soprattutto, sembrano lontani i tempi in cui la Ferrari prendeva sberle anche dalla Force India: la Rossa guidata da Vettel è stata velocissima nel Gran Premio della Malesia ed il tedesco ha vinto la gara precedendo le Mercedes di Lewis Hamilton e Nico Rosberg. La conferma delle grandi potenzialità della SF15-T, nata sotto la guida del direttore tecnico James Allison, arriva dalla grande gara di Kimi Raikkonen: il finlandese, costretto a rientrare ai box per la foratura di un pneumatico a seguito di un contatto con Nasr, compie una grande rimonta dall’ultima posizione, riuscendo a concludere al quarto posto e piazzandosi davanti alle due Williams di Bottas e Massa. Settima la Toro Rosso del diciassettenne Max Verstappen, diventato il più giovane pilota ad arrivare a punti, davanti al compagno di squadra Sainz Junior. Nona e decima la Red Bull con Kvyat e Ricciardo.

Maurizio Arrivabene, team principal Ferrari, ha commentato così: “Una grande gara per tutti e due i piloti. Una grande squadra e un grande lavoro della gente di Maranello. Non ci sono vincitori individuali, questa macchina non ha un papà, né 2 o 3, ne ha 1.300”.

podioNel pomeriggio, l’inno di Mameli conquista anche il Qatar. Valentino Rossi, nove volte iridato, ottiene il suo 109° successo in carriera, il settantesimo nella classe regina delle due ruote. Alle sue spalle, chiudono le due Ducati di Andrea Dovizoso e Andrea Iannone (al suo primo podio in MotoGP), mentre Jorge Lorenzo con la seconda Yamaha ufficiale è quarto. Quinto Marc Marquez e sesto Dani Pedrosa, con le due Honda ufficiali. La gara della MotoGp è stata caratterizzata dalla battaglia tra le Ducati e le Yamaha, con le moto italiane grandi protagoniste. Questa tripletta italiana, dunque, migliora il risultato di Motegi, vecchio di nove anni: nel settembre 2006 sul podio finirono sempre tre italiani, Loris Capirossi, Valentino Rossi e Marco Melandri, ma solo Capirossi guidava Ducati.

Il secondo posto di Dovizioso lascia la Ducati con l’amaro in bocca, ma questa Ducati GP15 fa ben sperare per il proseguio della stagione. A fine gara, l’ideatore della moto, Luigi Dall’Igna si è lasciato andare ad un pizzico di rammarico: “Ci ho creduto fino alla fine. Entrambi i piloti hanno fatto una grande gara e nel finale abbiamo sfiorato la vittoria. Considerando che la GP15 aveva finora fatto solo due Test, è un grande risultato che ci fa ben sperare. Non pensavamo di lottare già dalla prima gara con Yamaha e Honda”.

Renato Montagnolo

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