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Roma, 4 ago – Altro oro per l’Italia in queste Olimpiadi, il sesto, che finalmente hanno preso una buonissima piega (con una pagina di storia scritta nella giornata di domenica) dopo lo stallo durato qualche giorno. Stavolta è il ciclismo su pista a farci sorridere, dopo le delusioni di quello su strada. Il quartetto azzurro dell’inseguimento a squadre – composto da un sempre più grande Filippo Ganna, Simone Consonni, Francesco Lamon e Jonathan Milan – ha vinto in finale col record del mondo 3’42″032 contro i rivali della Danimarca, andando dunque a conquistare un meritatissimo titolo olimpico.



La gara perfetta: per l’Italia oro e record mondiale nel ciclismo su pista

Una gara che ha visto sempre i danesi in testa, salvo essere superati all’ultimo dai nostri portacolori. In batteria nella giornata di ieri, a termine di una corsa folle, il quartetto azzurro aveva già abbattuto il record del mondo, facendo fermare il cronometro a 3’42″307. Una beffa per i nostri avversari neozelandesi di ieri, sconfitti per soli 9 centesimi e dunque anch’essi ben al di sotto del vecchio record mondiale. In finale, abbiamo trovato i campioni mondiali in carica della Danimarca, nonostante la semifinale non sia stata portata a termine a causa di uno dei corridori britannici – staccatosi dal proprio quartetto – che ha innescato la caduta di un componente della squadra danese, costretta a rallentare e fermarsi. Dopo alcune ore di discussioni, i giudici avevano deciso di promuovere in finale proprio la Danimarca, tenendo conto del fatto che la caduta è arrivata sul finire della gara, quando il quartetto in rosso stava raggiungendo i britannici.

Un Ganna da impazzire

Andiamo a conoscere gli autori di questa impresa: Filippo Ganna è sicuramente il volto più noto dei quattro. Detiene il record del mondo di specialità in 4’01″934. Ha quindi vinto 4 volte i mondiali su pista nell’inseguimento individuale (2016, 2018, 2019, 2020), giungendo secondo nel 2017. Per quanto riguarda la medesima disciplina a squadre, conta 3 medaglie di bronzo nel 2017, 2018 e 2020. A livello europeo, individualmente, un titolo nel 2017 e secondo posto nel 2018, mentre a squadre un titolo nel 2018 e tre medaglie d’argento (2016, 2017, 2019). Su strada, due titoli nazionali a cronometro (2019, 2020), 6 tappe al Giro d’Italia (5 cronometro consecutive tra 2020 e 2021) e soprattutto, il titolo mondiale nella cronometro nel 2020, dopo il bronzo nel 2019.

Gli altri strepitosi autori dell’impresa

Simone Consonni vanta tre bronzi nell’inseguimento a squadre (2017, 2018, 2020), un bronzo nell’Omnium conquistato nel 2018 – in tale specialità Elia Viviani è campione olimpico uscente – e un argento nello Scratch nel 2020. Su strada nulla di particolarmente rilevante da segnalare.

Francesco Lamon anch’esso vanta i bronzi nell’inseguimento a squadre nel 2017, 2018, 2020, più il titolo europeo del 2018, preceduto dall’argento nei due anni precedenti.

Infine, il giovanissimo Jonathan Milan, classe 2000, ha vinto il bronzo mondiale con gli altri 3 nel 2020, dopo e nello stesso anno l’argento europeo nell’inseguimento sia a squadre che individuale, con il bronzo nella chilometro e cronometro. Le premesse per una spedizione olimpica eccezionale c’erano tutte, ma era davvero impensabile a questi livelli. E allora, che dire: grazie ragazzi per questa ennesima soddisfazione che l’Italia dello sport ci regala!

Manuel Radaelli

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