Roma, 8 ago – Il 33enne pluricampione del mondo di Jiu-Jitsu Brasiliano, Leandro Lo, è stato ucciso nella notte di ieri a San Paolo, sua città natale. La notizia della morte di Leandro Lo è un fulmine a ciel sereno per tutti gli amanti delle arti marziali. Secondo le prime ricostruzioni, a uccidere Leandro Lo sarebbe stato un poliziotto fuori servizio, il quale avrebbe sparato un colpo alla testa del campione dopo una banale lite in un bar.

Chi era Leandro Lo

Leandro Lo era nato a San Paolo l’11 maggio 1989. Veniva considerato una vera e propria leggenda della sua disciplina, il Jiu-Jitsu Brasiliano. Poteva vantare nel suo palmarés ben 8 titoli mondiali della International Brazilian Jiu-Jitsu Federation (Ibjjf) in 5 diverse categoria di peso, un record che difficilmente verrà superato. L’ultimo campionato del mondo lo aveva vinto solamente qualche mese fa in California. Inoltre, era riuscito a portarsi a casa anche 8 medaglie d’oro ai campionati Panamericani e 5 Abu Dhabi World Cup. Era ritenuto unanimemente uno dei migliori lottatori della storia.

La dinamica dell’omicidio

Nella notte fra il 6 e il 7 agosto, Leandro Lo era con alcuni suoi amici all’Esporte Clube Sirio a Planalto Paulista, nella zona sud di San Paolo. Una serata tranquilla fino a quando un altro avventore, visibilmente ubriaco, si è messo a discutere e litigare con lui e i suoi amici. La situazione era pronta per degenerare, l’uomo stava tentando di prendere una bottiglia per usarla come arma quando è intervenuto proprio Leandro Lo. Il campione brasiliano è riuscito con facilità ad immobilizzare l’aggressore, lasciandolo andare una volta che l’altro si era calmato.

Fin qui sembrerebbe una storia a lieto fine. Ma dopo essere stato lasciato andare da Leandro Lo, l’uomo è tornato con una pistola con cui ha sparato in testa al lottatore. Leandro Lo è morto è morto poco dopo in ospedale, mentre il suo assassino è riuscito a fuggire dopo averlo perfino preso a calci. L’assassino, che si è costituito il giorno dopo, sarebbe il tenente Henrique Otavio Oliveira Velozo, un agente 30enne della polizia militare di San Paolo che quella sera era fuori servizio.

Michele Iozzino

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