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Epo, amore e pattini. Kostner squalificata un anno e quattro mesi

by Lorenzo Cafarchio
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Perché Carolina Kostner è stata squalificataRoma, 17 gen – Amareggiata. Delusa. Determinata. Carolina Kostner in tre parole dopo la sentenza emessa dalla II Sezione del Tribunale nazionale antidoping, al termine del processo sportivo contro la pattinatrice che si è tenuto a Roma, allo stadio Olimpico.

Perché Carolina Kostner è stata squalificata – L’atleta è stata squalificata per un anno e quattro mesi per “complicità” nell’elusione di un controllo antidoping, il 30 luglio 2012, a Oberstdorf, presso il suo domicilio, dell’allora suo fidanzato, il maratoneta, Alex Schwazer a cui si somma l’omessa denuncia del fatto. La richiesta iniziale era di quattro anni e tre mesi. Potrà tornare a gareggiare il 16 maggio 2016.

“Non coprirei mai chi si dopa e non merito una squalifica di più di quattro anni. Queste accuse per me sono insopportabili”, le parole dell’altoatesina a inizio dicembre scorso al “Fatto Quotidiano”. Nel corso delle indagini si è detta estranea alla vicenda e uno dei suoi legali, Giovanni Fontana, ha riportato che quando gli agenti della Wada – World Anti-Doping Agency – si sono recati a Oberstdorf per un controllo all’olimpionico, oro snella marcia 50km a Pechino nel 2008, ha riferito che il suo ex non fosse presente nell’abitazione, mentre lui era in casa, affermando che si trovava a Racines. La bolzanina lo avrebbe fatto per motivi di privacy. Poi, il 6 agosto 2012, Schwazer fu squalificato per assunzione di Epo e crollò il suo castello di carte nelle lacrime della successiva conferenza stampa.

Carolina paga di più di chi è stato trovato positivo ai controlli, anche per via della normative introdotte dal codice Wada 2015, pur non essendosi macchiata il curriculum sportivo con sostanze dopanti. “Cosa avrei detto io agli ispettori che cercavano il mio fidanzato? Avrei detto ‘no, non c’è’, se fossi stato convinto che non sarebbe stato un problema. Che poi è quello che ha pensato lei”, così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha difeso la Kostner, all’interno della trasmissione “Un giorno da pecora” su RadioDue e anche la Federghiaccio con le parole del presidente dell’associazione, Andrea Gios, non ha fatto mancare, nei giorni scorsi, il totale appoggio alla campionessa mondiale 2012 e bronzo olimpico a Sochi nel 2014.

“Ciò che c’è di pericoloso nell’amore è il fatto che è delitto nel quale non si può fare a meno di un complice”, affermava Charles Baudelaire, e la complicità ha travolto, in buona o cattiva fede, la Kostner. Sotto la sua maschera algida si nasconde un cuore di donna che ha messo in cima ai suoi interessi la tutela dell’amore. Ci saranno altri gradi di giudizio, ma su questa storia di sentimenti tormentati, Epo, aule di tribunali e ghiaccio scorrerà ancora inchiostro.
Lorenzo Cafarchio

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