imageRoma 18 feb- Continua la querelle sulle affermazioni di Arrigo Sacchi: “Ci sono troppi giocatori di colore, anche nelle squadre Primavera”. Sui social network, in particolare Twitter, l’hastag #sacchi è balzato in vetta al trend giornaliero. La maggior parte dei Tweet sono di protesta e di sdegno alternati però a quelli ironici come “Sacchi dice basta ai presentatori di Sanremo di colore” (riferito all’abbronzatura di Carlo Conti).

Ma tra i tweets di italiani (e non)  medi (in perfetto stile capatondiano) si inserisce quello di Gary Lineker, ex centravanti del Barcellona e capocannoniere ai mondiali in Messico nel 1986.  Lineker non va per le lunghe e critica Sacchi affermando che “nel calcio ci sono troppo razzisti”. Secco e duro.

Duro anche l’agente FIFA Mino Raiola, procuratore del bad boy Mario Balotelli, che in tempi non sospetti descrisse come un errore l’essere tornato in Italia dopo l’esperienza al Manchester City e, dopo l’imbarazzante figura ai mondiali in Brasile, accusò gli italiani di averlo scaricato affermando che “gli africani non scaricherebbero mai un loro fratello”. Effetti dello ius soli. Raiola, comunque, ha affermato che “nel calcio italiano ci sono troppi ignoranti in posizioni di potere, per questo siamo nella merda. Mi vergogno di essere italiano quando sento Sacchi fare simili dichiarazioni”.

A mettere bocca sulla questione arriva anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo sport Graziano Delrio secondo il quale “è un grave errore la frase detta da Arrigo Sacchi sulle giovanili perché Sacchi non legge la realtà del nostro paese. L’Italia di 30 anni fa non è l’Italia di oggi, dove ci sono giovani calciatori cittadini italianissimi di fatto o di diritto”. Delrio ha poi concluso con “per queste generazioni ci auguriamo presto i passi avanti della nuova legge sul diritto di cittadinanza”. Non poteva manca uno spot elettorale che però mal si lega con il senso delle frasi di Sacchi.

Chi sembra, invece, aver colto il senso della frase dell’ex coordinatore delle giovanili azzurre, è il giornalista Mediaset Paolo Bargiggia. “Io sono d’accordo al cento per cento- ha dichiarato Bargiggia- tutta la vita, con l’ex ct e diffido chi ci ascolta, ma anche i colleghi a parlare di scivolone perché ha parlato di giocatori neri. Mandiamo a carte e quarantotto un problema serio. Parlava di stranieri in generale”.

Bargiggia ha poi proseguito “questa cosa dà luogo a pratiche di tesseramento opache e poco chiare e anche a qualche mediazione di troppo pagata a procuratori che operano all’estero. Non va bene questa cosa. Ci sono casi di giocatori che non giocano più – conclude il giornalista- che sono tornati nel loro paese, pagati 4-5 Mila euro di stipendio e che hanno tolto il posto a ragazzi italiani bravi. La soluzione è un accordo tra presidenti per far giocare non più di 3 stranieri nei campionati Primavera per squadra”.

Sacchi per ora decide di tagliare corto e di non rimangiare le sue parole affermando che “con la stampa ho chiuso”. Ma a rilanciare l’argomento arriva il tweet del Presidente della FIFA Joseph Blatter che si dichiara “scioccato dalle parole di Sacchi. Orgoglio e dignità non sono una questione di colore della pelle. Nel calcio non c’è spazio per  il razzismo”. Curioso che a pronunciare queste parole sia proprio chi, tre anni fa, fu a sua volta accusato di razzismo respingendo poi le richieste di dimissioni dalla presidenza Fifa avanzate, tra gli altri, anche dal premier inglese David Cameron.

Federico Rapini

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