Bilancio Eni 2014Roma, 18 feb – Il crollo delle quotazioni del greggio si fa sentire sul quarto trimestre di Eni, riverberandosi anche sull’intero 2014. I conti degli ultimi tre mesi dell’anno soffrono, mentre sull’anno restano in terreno ampiamente positivo.

Eni chiude l’ultimo periodo contabile con una perdita netta di 2.34 miliardi di euro, in aumento rispetto sempre alla perdita, ma di 0.61 miliardi, registrata nel trimestre conclusivo dell’anno precedente. L’arco temporale che va da ottobre a dicembre 2014 è quello nel quale si è fatta più sentire la discesa dei prezzi del petrolio, andando ad impattare pesantemente sui conti del gruppo.


A risentire del “rosso” è così anche l’intero 2014, che secondo i dati del preconsuntivo chiuderà comunque in positivo: 1.33 miliardi l’utile netto, che beneficia anche di una generazione di cassa da record per oltre 15 miliardi, +37% rispetto al 2013.

Eni si conferma leader nella produzione di idrocarburi, nonostante la perdurante crisi che investe la Libia, da sempre uno dei principali scenari che vede impegnato il cane a sei zampe nella sponda nord dell’Africa. Nel 2014 è stata pari a 1.6 milioni di barili equivalenti al giorno, +0.6% sul 2013, in controtendenza rispetto ai principali concorrenti.

“In presenza di un contesto di mercato sfavorevole, Eni ha ottenuto eccellenti risultati. I motivi principali di tale performance sono stati l’elevato valore della produzione upstream e l’accelerazione della ristrutturazione dei business mid-downstream. Sono inoltre proseguite le iniziative, avviate nel maggio 2014, di ribilanciamento del portafoglio di gruppo, di focalizzazione sulle attività core upstream ulteriormente rafforzate dai continui successi esplorativi e da una costante crescita organica delle riserve certe, e di ricerca di un maggior livello di efficienza”, ha affermato l’amministratore delegato Claudio Descalzi, che conferma immutata anche la politica dei dividendi: “In funzione dei risultati conseguiti proporrò al prossimo Cda la distribuzione di un saldo di €0,56 per azione”.

Filippo Burla

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