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Roma, 4 dic – L’incredibile esame farsa per garantire la cittadinanza a Luis Suarez, attaccante uruguaiano nel mirino la scorsa estate della Juventus, torna in auge oggi con la decisione della Procura di Perugia che ha sospeso i vertici dell’Università per stranieri. A renderlo noto è stata la stessa Procura diretta da Raffaele Cantone: “Dopo le perquisizioni e sequestri del 22 settembre 2020 le indagini — proseguite senza soluzione di continuità e nel rigoroso rispetto del principio di riservatezza — hanno significativamente corroborato il quadro probatorio che già si era delineato in ordine all’organizzazione, da parte degli indagati, nel corso di una sessione istituita ad personam, di un esame ‘farsa’, che ha consentito il rilascio dell’attestato di conoscenza della lingua italiana del tipo ‘B1’ al noto calciatore uruguaiano Luis Alberto Suarez, requisito indispensabile per l’ottenimento della cittadinanza”. E’ quanto si legge nella nota della Procura di Perugia, che poi specifica: “In particolare, è emerso che i contenuti della prova erano stati preventivamente comunicati allo stesso calciatore, giungendo a predeterminare l’esito ed il punteggio d’esame, per corrispondere alle richieste che erano state avanzate dalla Juventus, con la finalità di conseguire un positivo ritorno di immagine, tanto personale quanto per l’Università”.



Dirigenti della Juventus indagati

Dunque secondo la Procura perugina alcuni dirigenti della Juventus si sarebbero attivati per far ottenere la cittadinanza al calciatore uruguaiano. Ciò sarebbe emerso “dagli accertamenti investigativi” che “hanno consentito, altresì, di comprendere come, nei primi giorni del mese di settembre del 2020, la dirigenza del club torinese si fosse attivata, anche ai massimi livelli istituzionali, per accelerare il riconoscimento della cittadinanza italiana nei confronti di Suarez, facendo, quindi, ipotizzare nuove ipotesi di reato a carico di soggetti diversi dagli appartenenti all’università, tuttora in corso di approfondimento”. Sulla base di questi accertamenti, “condividendo le ipotesi accusatorie il Giudice per le indagini preliminari ha disposto le misure cautelari avendo rilevato il concreto ed attuale rischio che gli indagati, se non sottoposti ad idonea cautela, ripropongano condotte delittuose analoghe a quelle per le quali si procede, avendo mostrato di considerare l’istituzione di cui fanno parte e che rappresentano alla stregua di una res privata gestibile a proprio piacimento”.

Suarez, vertici dell’Università sospesi

La Guardia di Finanza ha provveduto così a sospendere dall’attività per otto mesi il direttore Simone Olivieri, la rettrice Giuliana Grego e i docenti che esaminarono Suarez. Per l’accusa è infatti “emerso che i contenuti della prova erano stati preventivamente comunicati allo stesso calciatore, giungendo a predeterminare l’esito e il punteggio d’esame, per corrispondere alle richieste che erano state avanzate dalla Juventus, con la finalità di conseguire un positivo ritorno di immagine, tanto personale quanto per l’Università”. Questi i reati contestati: “Rivelazione del segreto d’ufficio finalizzata all’indebito profitto patrimoniale e plurime falsità ideologiche in atti pubblici”.

Cosa rischia la Juventus

Ma cosa rischia adesso la Juventus? Come evidenziato su questo giornale lo scorso settembre, quasi tutto ruota attorno all’art. 32 comma 7 del Codice di Giustizia Sportiva, che norma specificatamente “attestazioni o documenti di cittadinanza falsi o comunque alterati al fine di eludere le norme in materia di ingresso in Italia e di tesseramento di calciatori extracomunitari”.

La Juventus rischia da poco a tanto, le sanzioni infatti variano in base alla gravità dell’eventuale colpa. Ovvero si va: da un’ammenda per responsabilità oggettiva fino alla retrocessione o all’esclusione dal campionato di Serie A. Questi ultimi due casi sembrano però al momento piuttosto improbabili. La società bianconera ha fin da subito sostenuto di aver sì chiesto informazioni all’Università di Perugia per un possibile esame di Suarez, ma ha poi deciso di abbandonare l’idea avendo optato per l’acquisto di altri giocatori.

Alessandro Della Guglia



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