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Roma, 4 dic – Se Orwell fosse ancora vivo, potrebbe prendere in seria considerazione l’eventualità di occuparsi di calcio. Perché ormai, nel mondo del pallone, siamo arrivati proprio a livelli da romanzo distopico. Non sapremmo valutare altrimenti quello che è successo alla compagine umbra della Sf Castiglione del Lago Asd. La società è infatti stata multata perché, durante una partita valida per il campionato regionale Under 15, i suoi tifosi hanno dato all’arbitro dello «juventino». La sanzione ammonta a 120 euro e la motivazione – messa nero su bianco dal giudice sportivo – è appunto la seguente: «Per buona parte della partita i tifosi di detta società offendevano reiteratamente il Direttore di Gara con frasi come: “Sei un fallito, sei uno juventino, non sai fare niente, ecc.”».

Ma juventino è un insulto?

Ora, chi non tifa per la Juventus – cioè la metà degli italiani, visto che, come si sa, l’altra metà è juventina – potrebbe effettivamente sentirsi offeso qualora venisse accostato ai colori bianconeri. Ma qui si tratta appunto di goliardia da bar dello sport, di normale e sana strafottenza tra tifoserie avversarie. Fare dell’appellativo «juventino» un insulto da punire con ammende pecuniarie, invece, è una castroneria degna dei campi di rieducazione sovietici.

Il calcio ai tempi del politicamente corretto

Questa vicenda, seppur marginale, è comunque un sintomo – un sintomo della brutta piega che sta prendendo il mondo del pallone. Perché il clero politicamente corretto ha stabilito che il problema del calcio è, anzi deve essere il «razzismo». E poco importa che i tanto deprecati «ululati razzisti» – che peraltro vengono lanciati da sparuti gruppi di tifosi – molto spesso non abbiano nulla a che fare con la discriminazione razziale: si tratta infatti, nella stragrande maggioranza dei casi, di espedienti per destabilizzare l’avversario. Espedienti idioti, se volete, ma comunque il «pericolo sociale» di questi atti è pari a zero. E così, di divieto in divieto, ogni tipo di contestazione deve essere silenziata e punita. Di più: tutto diventa insulto. Anche dare dello juventino all’arbitro.

Valerio Benedetti    

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