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Parigi, 18 lug – In attesa della passerella finale sugli Champs-Élysées, abbiamo la conferma del giovane Tadej Pogačar quale vincitore del Tour de France. Il campione sloveno – al secondo Tour vinto in due partecipazioni, più una Liegi-Bastogne-Liegi – non ha avuto rivali per conquistare la corsa più importante al mondo, alla luce anche del ritiro dopo poche tappe del connazionale rivale Primož Roglič.



Tour de France, vince lo sloveno Tadej Pogacar

Nessuno è stato in grado di impensierire il ragazzo che probabilmente caratterizzerà in maniera indelebile questo decennio, tanto è vero che tra la cronometro di Laval (quinta tappa, vinta proprio da Pogačar) e l’arrivo a Le Grand-Bornard (ottava tappa), il vantaggio sui diretti rivali oltrepassava già i 5 minuti. Successivamente, è stata una intelligente gestione, anche in vista delle vicine Olimpiadi di Tokyo, limitandosi (si fa per dire) a vincere le tue tappe con arrivo in quota al Col du Portet e a Luz Ardiden, andando a dilatare ulteriormente i distacchi. A podio con lui, il giovane Jonas Vingegaard – inizialmente luogotenente di Roglič – e il bravissimo Richard Carapaz, il cui Team Ineos nel giro di poche tappe ha visto compromettere la classifica degli altri tre potenziali capitani Hart, Porte e Thomas.

Black Brain

Tutti i vincitori

Citando gli altri vincitori di frazioni, oltre alle tre tappe vinte dal vincitore del Tour de France 2021, troviamo le quattro affermazioni del redivivo Mark Cavendish, due a testa per Wout Van Aert e Matej Mohorič, una a testa per Julian Alaphilippe, Mathieu Van der Poel, Tim Merlier, Dylan Teuns, Ben O’Connor (ottimo quarto nella generale), Bauke Mollema, Sepp Kuss e Patrick Konrad. Oltre 40 i ritirati: la corsa è stata caratterizzata nelle prime tappe da nervosismo e conseguenti cadute, con tanto di tifosi (o presunti) che hanno contributo a rovinare la stagione a diversi corridori. Segnaliamo Chris Froome (vincitore di quattro Tour) che porta a termine la corsa in maniera anonima, ma miracolosa, visto il gravissimo incidente di due anni fa. Difficilmente tornerà ad alti livelli, alla luce dei suoi 36 anni e del livello alto dei giovani terribili che ormai sono protagonisti assoluti della disciplina.

Per quanto riguarda le altre classifiche: il fenomeno sloveno si prende naturalmente anche la classifica giovani riservata agli under 25 davanti a Vingegaard; sempre a Pogačar va la classifica scalatori, dopo aver assistito ad una lotta emozionante tra Poels (strenua difesa nell’ultima tappa di montagna), Quintana e Van Aert. La maglia verde andrà a Cavendish, se non succedono cose inimmaginabili nella tappa di Parigi. Il supercombattivo del Tour è il generoso francese Franck Bonammour, spesso protagonista in fughe non banali.

Italiani anonimi, si notano solo Cattaneo e Colbrelli

Italiani anonimi: da segnalare un ottimo Mattia Cattaneo, il quale – dopo l’uscita di classifica del suo capitano Julian Alaphilippe – conquista un onorevole dodicesimo posto in generale, condito da un secondo posto nella difficile tappa di Tignes. Discreto il giro di Sonny Colbrelli, il quale coglie ottimi piazzamenti in alcune tappe non proprio adatte ai velocisti, ma che allo stesso tempo perde spesso il treno buono per le volate. Grazie alle continue fughe e ai traguardi volanti, trova anche un buon piazzamento nella classifica a punti (maglia verde). Ritirato Nibali, come prevedibile, mentre Guarnieri finisce fuori tempo massimo. Nulla da segnalare per Rota, Sbaragli, Oss, Ballerini. Formolo utilissimo gregario del vincitore finale.

Classifica generale

  1. Tadej Pogačar (SLO)
  2. Jonas Vingegaard (DAN)
  3. Richard Carapaz (ECU)
  4. Ben O’Connor (AUS)
  5. Wilco Kelderman (OLA)
  6. Enric Mas (SPA)
  7. Alexey Lutsenko (KAZ)
  8. Guillaume Martin (FRA)
  9. Pello Bilbao (SPA)
  10. Rigoberto Uran (COL)

Manuel Radaelli

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