New York, 27 giu — Un uomo di quasi trent’anni che ruba il primo posto (e relativo premio in denaro) a una ragazzina di 13: succede nell’inclusiva New York, dove sabato scorso lo skater trans Ricci Tres, maschio biologico che si identifica come donna, ha battuto la piccola Shiloh Catori, aggiudicandosi il primo posto nella divisione femminile della gara di skateboard The Boardr Open. Il famoso detto «rubare la proverbiale caramella a un bambino» si colora di nuove tinte di ingiustizia.

New York, skater trans ruba il primo posto a una ragazzina di 13 anni

Curioso notare come Shiloh possa vantare il 133esimo posto nella classifica mondiale di Boardr mentre il buon Tres — che si è aggiudicato anche i 500 dollari in palio — si trovi all’838esimo. Non solo: quattro delle sei concorrenti del torneo avevano meno di 17 anni e la più giovane era Juri Iikura, di soli 10 anni, che si è piazzata al quinto posto. Se tutto questo non apparisse come l’ennesimo, rivoltante sopruso permesso da un sistema che privilegia uomini — mediocri nel loro campo quando si tratta di competere con altri uomini — consentendo loro di gareggiare ad armi impari contro atlete talentuose, potrebbe risultare quasi comico-grottesco. Soprattutto alla luce di quanto osservato dallo youtuber Tim Pool, il quale ha sottolineato che i maschi biologici presentano un vantaggio fisico nello skateboard perché «hanno centri di gravità più alti che garantiscono vantaggi che non possono essere rimossi con [la terapia ormonale sostitutiva]».

Le critiche 

Inevitabile la bufera social intorno al risultato della competizione, con la maggior parte degli utenti critici nei confronti della decisione di far partecipare allo stesso torneo di skateboard un individuo con importanti disparità biologiche e anagrafiche: per l’appunto un trentenne trans. In prima linea la skater Taylor Silverman, che il problema lo sta vivendo sulla propria pelle.

«Ho partecipato a tre diversi concorsi con donne trans, in due dei quali mi sono classificata seconda», ha scritto Silverman in un post su Instagram il 17 maggio, che ha ricevuto una raffica di commenti negativi. Ha continuato spiegando che il concorrente trans contro cui ha perso in un evento Redbull Cornerstone ha incassato 1.000 dollari nelle qualificazioni, 3.000 nelle finali e 1.000 per il miglior numero. «Si è portato via 5mila dollari del premio in denaro destinato alle atlete», ha osservato Silverman. Alle proteste si è unita anche Christina Pushaw, portavoce del governatore della Florida Ron DeSantis, la quale ha chiesto dal suo account Twitter personale per quale motivo è stato permesso di «competere contro i bambini» a giovanotti di quasi trent’anni.

 

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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