hosni ismail giuseppe salaMilano, 19 mag – La faccia tosta non ha limiti. Per Beppe Sala, l’accoltellamento avvenuto ieri sera in stazione Centrale, a Milano, non ha nulla a che vedere con l’immigrazione. Il sindaco di Milano, che domani parteciperà alla controversa manifestazione meneghina per chiedere più immigrati, ha detto la sua con un lungo post su Facebook circa il grave fatto accaduto nel principale scalo cittadino.

Dopo aver dichiarato di essersi recato in ospedale a trovare il militare e l’agente feriti, Sala scrive: “Analizziamo con lucidità cosa è successo ieri sera. Il criminale che ha accoltellato gli uomini delle forze dell’ordine è figlio di madre italiana e di padre nordafricano ed è italiano a tutti gli effetti. Ciononostante a qualcuno fa comodo buttare questo atto criminoso sul conto dei migranti. Sono certamente consapevole del fatto che la sicurezza è un elemento fondamentale nella vita di una città metropolitana come la nostra. Su questo non arretreremo mai di un solo passo e ringrazio le forze dell’ordine per l’enorme lavoro che stanno facendo. Resto comunque convinto che l’accoglienza sia un dovere della nostra città e di chiunque possa alleviare le sofferenze di chi è in difficoltà serie e chiede aiuto. Per questo confermo che domani guiderò la marcia ‘Insieme senza muri’, per una Milano sicura e accogliente”.

Ora, ricapitoliamo: Tommaso Bèn Yousef Hosni Ismail è nato da padre tunisino e madre italiana, entrambi con precedenti. A quanto dichiarato da lui stesso, il ragazzo è stato in Tunisia fino al 2015, per poi tornare in Italia, dove ha cominciato a bivaccare e a condurre una vita da sbandato. Ha precedenti per droga. Sul suo profilo Facebook sono stati trovati diversi video inneggianti allo Stato islamico, tra cui uno con un commento del giovane in arabo che recita: “Il più bell’inno dell’Isis che abbia mai sentito in vita mia”. Nella foto diffusa dalle forze dell’ordine che lo ritrae dopo l’arresto, Hosni ha la tipica barbetta sulla parte inferiore del viso che abbiamo visto in tanti esponenti dell’islam salafita. Quindi, in sostanza: il padre è un immigrato, lui ha vissuto a lungo in Tunisia, sui social si esprime in arabo, apprezza l’Isis, anche esteticamente ha scelto di conformarsi a un idealtipo ben preciso. Come si fa a dire che questa cosa non c’entri con l’immigrazione? Certo, la madre del ragazzo è foggiana e lui ha i documenti italiani. Ma l’identità che sembra aver scelto di seguire non è certo la nostra.

Giuliano Lebelli

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2 Commenti

  1. …non so se è peggio tra il balordo islamico, italiano come io sono svizzero, o il sindaco faccia di tola. Altro che Ius Soli espellere tutti coloro che non rispettano la nostra legge rendere sempre più difficile entrare in Italia a persone e capitali o associazioni che possano avere contatti o provenienti da Paesi Islamici come Qatar Arabia EAU etc.etc.

  2. è vero che c’è quell’intellettuale della sinistra convinto che Boko Haram sia il senguinario DITTATORE (!) della Nigeria che ci ha abituato a delle megaboiate d’assalto postate in rete..

    ma questa -se non le batte tutte- può meritarsi decisamente un primo posto ex aequo;

    nella premiazione annuale impossibile non pensare ad una Boldrini come Presidenta-essa della Giuria,anche se in evidente conflitto di interessi.

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