Roma, 6 dic – Mai prima d’ora gli italiani sono stati così poveri. Quasi un italiano su tre è a rischio povertà. Un dato sconfortante, quello dell’Istat, che arriva proprio a ridosso del periodo natalizio e che ci dice che ben 18 milioni di italiani rischiano l’esclusione sociale. Una situazione che peggiora di anno in anno, aumentando di quasi un punto e mezzo percentuale rispetto al 2015: dal 28,7% si è passati al 30%, tra poveri, deprivati e persone che faticano a trovare un lavoro.

E sebbene si registri una “diffusa crescita del reddito disponibile e del potere d’acquisto delle famiglie”, dovuto anche a un lieve calo del cuneo fiscale rispetto agli anni passati con un’aliquota media del prelievo fiscale a livello familiare del 19,4% , questo si associa a un “un aumento della disuguaglianza economica”, con i poveri che sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi, con il quinto più ricco della popolazione che vede il proprio reddito impennarsi.

Da un’indagine Eu-Silc del 2016 emerge che il reddito netto medio annuo per famiglia, esclusi gli affitti figurativi, è pari a 29.988 euro, circa 2.500 euro al mese, +1,8% in termini nominali e +1,7% in termini di potere d‘acquisto rispetto al 2014. Un dato che fa la media matematica tra gli stipendi più alti e quelli più bassi. Tuttavia metà delle famiglie residenti in Italia vive con un reddito di 2.000 euro al mese, e al Sud con poco più di mille e settecento euro. Se le famiglie numerose, composte da 5 o più persone, si confermano essere le più esposte al rischio di povertà o esclusione sociale, il dato che emerge dall’Istat è che anche tra chi vive da solo o in coppia aumenta il pericolo povertà, passando dal 31,6% al 34,9% per i single e dal 22,4% al 25,2% per i nuclei famigliari di due persone.

Anna Pedri

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  1. Il tumore liberale-liberista che crea questo tipo di diseguaglianze e non permette ai meno abbienti di avere almeno il minimo indispensabile per vivere dignitosamente.

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