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Starbucks milano Salvini immigratiMilano, 3 feb – Starbucks non ha ancora aperto a Milano, eppure ha già trovato il tempo per darci un ulteriore buon motivo per non andarci. Non bastassero già il favoloso “caffè americano” e il dress code radical chic a tenerci a debita distanza, i campioni che gestiscono la comunicazione della filiale meneghina, la cui apertura è prevista in piazza Cordusio nei prossimi mesi, hanno pensato bene di accodarsi alla polemica della casa madre Usa contro Donald Trump sullo stop all’immigrazione, dicendosi “pronti ad assumere rifugiati anche in Italia! Consigliamo ai signori Donald J. Trump e Matteo Salvini di provare il nostro caffè americano dall’aroma intenso, imparerebbero finalmente ad apprezzare qualcosa di nero“.

Alla squallida battuta razzista i geni di Starbucks Milano allegano questo video di Matteo Salvini, in cui il segretario leghista non fa altro che riportare una realtà lapalissiana, ovvero che “multinazionali, banchieri, finanzieri, l’Onu, la Merkel, l’Unione europea, la Boldrini, Hollande, quello di Facebook, quello di Google quello di Starbucks, Bruce Springsteen, Madonna e la birra Corona”, stanno attaccando strumentalmente il neo inquilino della Casa Bianca, annunciando inoltre di boicottare la nuova apertura di Starbucks a Milano “pare che aprirà con il suo pessimo caffè a Milano, se lo bevano loro”.

L‘ipocrisia delle multinazionali rispetto alla questione migratoria e dei cosiddetti “diritti civili” è senza confini, ma Starbucks riesce in ogni caso a distinguersi. Oltre a non aver detto nulla quando un piano simile a quello di Trump fu promosso anni fa dall’allora presidente democratico Bill Clinton, ad aver promesso l’assunzione di 10 mila rifugiati in 5 anni (con il chiaro intento di sfruttare la manodopera a basso costo degli immigrati), Starbucks nei suoi negozi in Arabia Saudita arrivò a negare l’accesso alle donne, consigliando in un cartello di “mandare i propri autisti per ordinare”.

Davide Romano

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2 Commenti

  1. al 99% è facile immaginare che la pagina FB di questa Shariabugs di Milano sia totalmente FALSA;
    è un pò come le TV del Berlusca…non hanno mai preso completamente la parte del Silvio (forse solo rete4 con Emilio Fede) perchè semplicemente un prodotto commerciale doveva e dovrà sempre raggiungere più persone possibile, ed un colore politico preciso è controproducente proprio perchè può inimicarne una parte anche sui social con recensioni negative.

    negli USA il discorso è nettamente diverso in quanto questo Shariabugs si muove su una clientela consolidata sulla quale è possible fare preventivamente tutti i sondaggi ed agire di conseguenza.

    in ogni caso davvero emblematico vedere praticamente solo i “pelosi” quelli del “GLOBAL GLOBAL NO NNO NO’ ” schierarsi a difesa di una multinazionale americana,magari una di quelle che nell’immaginifico mediatico mondialista “ahhhh depredano l’Africa dalle risorse ahhhh”

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