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Nove arresti in un mese: perché accogliamo ancora algerini in Sardegna?

by La Redazione
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14115046_10210501009710627_9156239839876986214_oCagliari, 26 ago – Quelli algerini sono gli ultimi “migranti” che arrivano in Italia con i propri mezzi. Al largo delle coste di Algeri nessuna Marina Militare europea li intercetta per soccorrerli a 12 miglia marine, così gli algerini hanno sviluppato un rodato modus operandi che li fa giungere in Sardegna in piena autonomia: poche decine per volta salpano dal Nord Africa finché, approdati nel Sulcis, non vengono segnalati alle autorità locali da chi li vede aggirarsi sulla propria terra.

All’arrivo dei carabinieri tentano spesso la fuga, ma appena capiscono che il loro destino, come quello di ogni straniero giunto clandestinamente in Italia, è di alloggiare gratuitamente negli hotel dell’isola, si lasciano trasportare con bus e navette verso i “centri di accoglienza”. Questi sbarchi (seppur modesti in confronto ai numeri delle “missioni Frontex” e “Mare Nostrum”) sono in continua crescita: se nel 2015 a giungere clandestinamente in Sardegna sono stati 291 algerini (di cui solo 2 donne), nel 2016, fino ad oggi, sono 499 (e il dato sul sesso non cambia: anche quest’anno 2 sole donne). Sono stati 204 nel mese corrente.

Ma ad aumentare con gli sbarchi sono anche i crimini commessi dagli algerini: ben 9 sono stati arrestati a Cagliari nel solo mese di agosto in seguito a furti o rapine; almeno 5 ospiti dell’ex Motel Agip convertito in centro d’accoglienza, mentre degli altri 4 non è stata resa nota la residenza nell’isola. Un’escalation senza precedenti se si considera che 6 degli arresti sono avvenuti tra il 2 e il 3 del mese dopo furti di cellulari e borse quasi sempre a danno di donne mentre gli altri 3 sono stati eseguiti il 20 agosto, per reati identici. E in carcere ci sarebbe posto anche per un decimo algerino che nei giorni scorsi, all’interno del centro d’accoglienza di Assemini, ha ferito un connazionale alla gola con un bicchiere rotto, ma è riuscito a fuggire facendo perdere le proprie tracce (come circa 3mila immigrati latitanti nella sola Sardegna). Altro dato inquietante è che alcuni di questi atti criminali sono avvenuti tra le 24 e le 48 ore dallo sbarco.

Rimangono i tanti interrogativi sull’ospitalità gratuita garantita presso le strutture alberghiere sarde a chi proviene dall’Algeria. Come giustificarla se nel paese africano non è in atto alcuna guerra, il PIL nel 2016 è cresciuto del 3,1%, e vi si recano persino i nostri ministri (Delrio nel novembre 2015)? Come persuadere i sardi e gli italiani che è giusto ospitare a loro spese in hotel chi proviene da un paese che ha partecipato ad EXPO 2015, i cui esponenti politici si incontrano regolarmente con i nostri per siglare accordi di cooperazione in campo economico, agricolo, urbanistico, di ricerca? “L’Algeria è per l’Italia il primo mercato di tutto il continente africano” ha confermato Renzi nell’ultimo vertice con l’omologo magrebino. Chissà che tra una dichiarazione e l’altra si ricordi di chiedere il conto per il soggiorno italiano dei partner africani.

Vittorio Susinno

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3 comments

Dino Rossi 27 Agosto 2016 - 6:41

…Hai voglia di sgolarti, di far notare che sono vitelloni in salute e che andrebbero rispediti a casina loro appena toccano la spiaggia italiana. Non ci sentano da questo orecchio i “buoni politici” italiani, ci sono ancora persone sotto le macerie ci sono problemi enormi per gli italiani che non hanno ne lavoro ne casa, ma non c’è problema bastano 20 negretti che fanno due frasche ad Amatrice ed ecco bell’e pronta la giustificazione all’accoglienza indiscriminata.

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Anonimo 27 Agosto 2016 - 10:14

Da militare vi posso dire che inostri cari colleghi della Marina impegnati nella nobile operazione Frontex sonofelicissimi di andare a fare itassisti per “salvare” i profughi professionisti. Il motivo principale e’ che prendono oltre allo stipendio una bella indennita’. Come vedete ci guadagnano tutti militari e coperative. E l’ Italia muore.

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Rudi 29 Agosto 2016 - 1:06

Confermo il commento sopra e faccio i miei complimenti al soldato che lo ha espresso. Un esercito di liberazione nazionale ci vorrebbe.

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