terrorismo false flagRoma, 24 dic – A forza di divincolarsi dalle bugie propalate quotidianamente da chi ci governa, sembra che in molti abbiano semplicemente rovesciato l’atteggiamento del buon boccalone: come costui crede sempre a tutto quello che gli viene detto, così loro non credono a nulla, per principio. Ma questo auto-attribuirsi perspicacia (“a me non la si fa”, “io non me la bevo”) rischia di rivelarsi una mera posa quando difetta di criterio.

Prendiamo per esempio gli attentati jihadisti e la tendenza di un certo “popolo del web” a vedere “false flag” ovunque. Sembra che, per costoro, gli attentati veri semplicemente non esistano, non siano neanche possibili. Non c’è bomba, sparatoria, camion impazzito che non venga derubricato a montatura. Il che significa, però, che allora dobbiamo assolvere l’immigrazione, il cui legame con il pericolo terrorista sarebbe solo un artificio propagandistico creato dal potere. Perché delle due l’una: o ci sono davvero dei soggetti allogeni che ci odiano, che aderiscono a una visione fondamentalista dell’Islam e che sono pronti a fare stragi, e allora l’immigrazione rappresenta il vettore e il brodo di coltura di una serie di sciagure, tra cui anche quella terroristica; oppure questi soggetti non esistono, non sono loro a fare le stragi, sono sempre i servizi segreti, e allora almeno questa accusa contro l’immigrazione viene a decadere.

Tenere insieme le due cose (“tra gli immigrati ci sono i terroristi” e “le stragi sono sempre organizzate a tavolino dai nostri servizi”) è un po’ difficile. Prendiamo la strage di Berlino. Della questione dei “documenti dimenticati” ci siamo già occupati, sottolineando come essa sia spiegabile anche nel quadro di una natura “autentica” dell’attentato. In molti, però, sottolineano anche la stranezza di un super-terrorista che, in pieno stato d’emergenza, attraversa mezza Europa su normali mezzi di trasporto pubblici. Ma come: ci lamentiamo in continuazione di questa Europa dalle frontiere colabrodo, di questa Europa incapace e imbelle, della follia della libera circolazione, e quando poi accade un fatto che conferma tutte le nostre preoccupazioni, noi… non ci crediamo. Abbiamo denunciato un’Europa dimentica del senso dei confini, ma con Amri ci aspettavamo controlli serrati, in caso contrario dev’essere stata una “false flag”. Se “vi pare strano” che uno stragista possa girare liberamente per l’Europa dopo aver ucciso 12 persone, si vede che allora in questa Europa avevate una fiducia decisamente mal riposta.La circostanza, invece, non è affatto “strana”, è la logica conseguenza dei mali atavici del mondo in cui viviamo. È esattamente ciò che c’era da aspettarsi.

Ovviamente la denuncia dell’abuso del sospetto non deve ricacciarci nelle braccia della credulità più ingenua. Sappiamo bene, per esempio, quanto pesante sia stato il contributo occidentale alla creazione dell’Isis, come del resto era accaduto prima per Al Qaeda. I servizi segreti agiscono spesso e volentieri in modo obliquo, opaco, ambiguo, ma a volte semplicemente “lasciando fare”, altre volte intervenendo nel filtraggio dell’informazione ad attentato avvenuto. Non escludiamo che possano, alla bisogna, organizzare direttamente azioni terroristiche. Sono capaci di tutto, in effetti. Ma questo non significa che il terrorismo non esista e che non esista una precisa ideologia del terrorismo che trova proseliti in masse sterminate. I terroristi “veri”, i soldati del Califfato, esistono davvero. Il pericolo è soprattutto sulla scena, non sul retroscena.

Adriano Scianca

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1 commento

  1. Mi permetto di dissentire da questa visione: è evidente che al mondo c’è chi semina zizzania.
    Se una quarantina d’anni fa il popolo veniva fomentato e diviso sulla base di ideologie politiche, ora che queste sono tramontate da un pezzo, si tira fuori dal magazzino il vetusto abito religioso, né più né meno di come fanno le case di moda che ciclicamente ripropongono all’unisono le mode passate. Ma come nessuno nega che quarant’anni fa qualcuno arrivasse a crederci veramente e magari rischiare la vita per il proprio credo, anche oggi ci può stare che qualcuno si immoli per la causa che comunque allora come ora è sdoganata dalle centrali di potere oligarchico transnazionali. Queste minoranze coese e cementate da una ferrea cultura elitaria dividono le masse da pascolare in pecore e buoi e li mettono gli uni contro gli altri al fine di continuare a vivere di privilegi. All’alba dei tempi erano pastori di greggi che per pigrizia si spostavano continuamente vivendo alle spalle degli animali (Aristotele docet), adesso che si sono fatti più potenti fanno la stessa cosa con gli uomini: l’importante è che non muovano un dito e che si nascondino al gregge.
    Perché sdoganano il multiculturalismo e l’immigrazione africana? Perché l’Europa (occidentale) uscita dal medioevo è (era)troppo omogenea culturalmente, religiosamente ed etnicamente: doveva essere divisa e rimescolata per garantire loro il primato sulla massa.
    Se fosse vero che i musulmani vogliono conquistare l’Europa lo farebbero con l’arma della seduzione e avendo come obiettivo la conversione degli infedeli, non la loro uccisione. Compito peraltro affatto difficile visto che l’occidente è alla deriva identitaria. E c’è in effetti chi lo fa e piano piano raggiunge buoni risultati, non certo si ottengono risultati con la paura.
    Io dico invece che è tempo che buoi e pecore si uniscano per espellere dalla comunità umana il cattivo pastore.

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