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Viterbo, 14 dic – “La metà del costo del progetto Sprar va agli operatori sociali, mentre al migrante va in tasca 1,60 euro al giorno”. Lo ha dichiarato Jacopo Polidori, consigliere di CasaPound al comune di Vallerano, durante il convegno sul sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati: lo Sprar per l’appunto, che è costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo.

La documentazione

Nel corso della conferenza Polidori ha esibito i documenti riguardanti alcuni mesi del 2016 e del 2017 riferiti allo Sprar di Vallerano. “A febbraio ho fatto un accesso agli atti e ho incontrato gli esponenti dell’Arci Viterbo che mi hanno assicurato che in breve tempo mi avrebbero fatto arrivare tutta la documentazione in merito. Ma ad oggi, ovvero dopo circa dieci mesi, non è ancora arrivata completa“, nonostante Polidori ricopra l’incarico di consigliere comunale. “Inoltre, tra i documenti consegnati, ce ne sono alcuni senza il timbro del comune di Vallerano e dell’Arci”, denuncia. Lo Sprar di Vallerano è gestito da più di dieci anni dallo Sprar di Viterbo. “Nel 2016 il costo del personale per sei mesi di lavoro è ammontato a 39mila 885 euro. Ovvero, circa la metà del costo del progetto (80mila euro) è andata agli operatori sociali. Se vogliono fare veramente integrazione, queste associazioni non la devono fare con i soldi degli italiani e soprattuto con buste paga con cifre così importanti. Il pocket money – prosegue Polidori mostrando un documento datato settembre 2016 -, che è la cifra che realmente va in tasca al migrante, è invece di 1,60 euro al giorno”.

Una consorteria immigrazionista

Il consigliere comunale ha portato allo scoperto il caso di un corso di lingua italiana destinato ai richiedenti asilo e ai rifugiati. “È costato circa 1600 euro di soldi pubblici, ma le presenze tra ottobre e novembre 2016 sono state pochissime. Nonostante i migranti sostengano di volersi integrare e di voler stare tra noi…”. Gli fa eco Ervin Di Maulo (CasaPound), che condanna senza appello il sistema. “Lo Sprar – sostiene – è un grandissimo conflitto di interessi, una consorteria immigrazionista che agisce a più livelli e promuove politicamente un’immigrazione incontrollata e senza limiti. Spalancherebbero le porte a milioni e milioni di migranti, perché più richiedenti asilo ci sono in Italia più soldi prendono per gestire l’accoglienza. Eppure, dopo che Matteo Salvini ha tagliato i costi all’accoglienza, l’Arci ha comunicato di non partecipare più ai bandi. Insomma, sono persone infime, che hanno come unico interesse il proprio tornaconto e hanno una visione etno-masochista e auto-razzista”.

Il vero volto dell’immigrazione

Ed è proprio grazie al lavoro di Polidori che sono stati portati alla luce i guadagni degli operatori: “alcuni anche più di 8mila euro“, prosegue Di Maulo. La conferenza si è conclusa con l’intervento di Davide Di Stefano: “Oggi pensiamo che l’immigrato tipo sia la piccola famigliola siriana, che magari ha diritto allo status di rifugiato, e il povero bambino che muore sulle coste. Questo non è il volto reale dell’immigrazione in Italia, ma la narrazione che viene creata dalla sinistra”, spiega. “Ci sono dati da cui, al contrario, emerge che un terzo dei reati in Italia viene commesso da stranieri e che l’80% dei migranti arriva dall’Africa e sono giovani maschi senza famiglia che ottengono protezione solo in due casi su dieci”. E punta il dito contro la truffa del business dell’accoglienza: “I soldi che vengono utilizzati vengono presi dalle tasche degli italiani in maniera truffaldina. La sinistra lo fa perché è mossa da un’ideologia. Sono autorazzisti, sono persone che ritengono che sia migliore che i popoli europei vengano sostituiti da altre etnie. A nome dell’umanitarismo spingono la sostituzione etnica. Ma una visione ideologica spesso manca alla destra, dove il problema viene affrontato in maniera troppo pragmatica. Ci si limita a ragionare sull’immigrazione come un fenomeno che riguarda solo il degrado e la sicurezza. Il fattore identitario e della sostituzione etnica è invece centrale, ma non viene utilizzato dai partiti sovranisti come quelli di Salvini e di Giorgia Meloni. Così dovremmo sempre giocare in difesa e giustificarci, perché l’accusa di razzismo è dietro l’angolo. Ma quella della destra non può essere solo una reazione, ma un futuro di progresso”.

 

Cristina Gauri

 

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4 Commenti

  1. Non sono autorazzisti e non si rifanno ad alcuna ideologia.Stanno semplicemente eseguendo il piano kalergi( che prevede la sostituzione etnica dei popoli europei con massicce deportazioni dall’africa) E lo fanno con grande scrupolo e applicazione oltre che con lauto guadagno per chi vi partecipa attivamente . Vedasi le sardine, unico esempio nel mondo di manifestazioni di piazza contro l’opposizione. È ovvio che hanno paura di perdere le prossime elezioni regionali, ma se perdono l’emilia presumibilmente si va a elezioni politiche,il che significherebbe ritorno all’opposizione e inattuabilità delle loro “politiche” migratorie.
    Nel fare campagna elettorale non si limitano a radunare sardine per l’Italia, ma hanno dalla loro la gran parte della stampa. Faccio un esempio:
    qualche tempo fa la gruber ha ospitato il “capo branco” delle sardine, incensandolo in ogni modo.
    La gruber (insieme a Renzi)ha partecipato alla riunione del bilderberg group del 2019 e pur essendo una giornalista si è guardata bene dal dire cosa è andata a fare e cosa sì sono detti.Ma di certo ai convitati delle “cene eleganti” del bilderberg, evidentemente il pesce azzurro piace.

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