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Siracusa, 1 ott – Giocavano a rimpiattino nascondendosi tra gli immigrati a bordo della nave quarantena Azzurra in rada nel porto di Augusta, ben nutriti e coccolati con ogni comfort. Erano 5 tunisini precedentemente espulsi dall’Italia perché destinatari a vario titolo di provvedimenti di espulsione o di ordini di carcerazione. Delinquenti, quindi, già allontanati dai nostri confini, ma che evidentemente si trovavano così bene a commettere crimini in Italia da volere a tutti i costi ritentare l’ingresso nel Belpaese. Ma i controlli condotti dagli agenti della Mobile di Siracusa durante le fasi di sbarco hanno permesso di individuare i 5 nordafricani, che sono così finiti in manette.
«A vario titolo, erano stati già espulsi dal territorio nazionale sono rientrati illegalmente nel nostro Paese. Due di loro, inoltre, sono destinatari di altrettanti ordini di carcerazione, emessi dall’autorità giudiziaria, per aver commesso gravi e numerosi vari reati in regioni del Nord Italia» fanno sapere gli inquirenti.

Non è il primo né sarà l’ultimo caso: circa una settimana fa ad Agrigento tredici tunisini freschi di sbarco in Italia durante un controllo di identificazione operato dalla Polizia sono risultati destinatari di pregressi provvedimenti di espulsione dal suolo italiano. Che i criminali, poi, arrivino da Paesi come Tunisia e Marocco – nazioni esenti da guerre, violenze interne o particolari economie in crisi – la dice lunga sulle reali motivazioni che spingono questi ragazzotti a raggiungere l’Italia.

Circa due settimane fa, le forze di polizia operanti a Siracusa avevano eseguito 80 espulsioni nei confronti di altrettanti clandestini ospiti della nave Azzurra, dove, in quei giorni, albergavano 732 immigrati in attesa di terminare il periodo di quarantena. Tutti provvedimenti riguardanti i famosi «migranti economici»: nessuno che scappasse da fame, persecuzioni e carestie. Per 38 di questi, il Questore di Siracusa ha emesso un provvedimento di trattenimento nei centri per i Rimpatri di Torino, Gradisca D’Isonzo (Gorizia) e Brindisi, dove gli stranieri sono stati accompagnati per essere poi rimpatriati nel Paese di origine. Per i restanti 43 è stato adottato il provvedimento di allontanamento, mentre 2 minori stranieri non accompagnati sono stati affidati ad un centro per minorenni di Rosolini. «I restanti 114 migranti, rientranti nella fattispecie dei richiedenti asilo, sono stati accolti presso delle strutture ubicate in Emilia Romagna e, pertanto, immediatamente trasferiti» dicono dalla Questura.

Cristina Gauri

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