Roma, 9 feb – In un anno sono stati 22 i morti correlati al vaccino anti Covid: lo riporta l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. Ciò significa circa 0,2 casi ogni milione di dosi somministrate. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale sulla sicurezza dei vaccini anti Covid-19, presentato oggi dall’Aifa. I dati tuttavia, come vedremo, sono incompleti. Ciò significa che i decessi causati dal vaccino potrebbero risultare di più.

Aifa: “In un anno 22 morti correlati al vaccino anti Covid”

“Entro i 14 giorni dalla vaccinazione, per qualunque dose – afferma il rapporto – i decessi osservati sono sempre nettamente inferiori ai decessi attesi. Non c’è quindi, nella popolazione di soggetti vaccinati, alcun aumento del numero di eventi rispetto a quello che ci saremmo aspettati in una popolazione simile ma non vaccinata”. In soldoni, meno morti di quanti se ne aspettasse l’Aifa. Ma il nodo ovviamente sono le segnalazioni.

In un anno 118mila segnalazioni di eventi avversi

Ebbene, sono state 118mila le segnalazioni di eventi avversi in un anno. “Era il 27 dicembre 2020 quando l’Italia e l’Europa celebravano il V-Day, il giorno che ha dato inizio alle campagne vaccinali contro Covid, dopo i primi tragici mesi di pandemia. E’ passato un anno da allora e oggi il quadro sulla sicurezza dei vaccini può poggiare su un numero crescente di dati e su un primo bilancio”, spiega il rapporto. “Nel nostro Paese in un anno sono state inserite complessivamente nella Rete nazionale di farmacovigilanza quasi 118.000 (117.920) segnalazioni di sospetto evento avverso successivo alla vaccinazione Covid (dato al 26 dicembre 2021) su un totale di oltre 108 milioni di dosi (108.530.987), con un tasso di segnalazione di 109 segnalazioni ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal vaccino e dalla dose”.

Le segnalazioni riguardano soprattutto il vaccino Pfizer

Se andiamo a vedere nel dettaglio, le segnalazioni riguardano soprattutto il vaccino a mRna di Pfizer/BioNTech, (68%), che è stato il vaccino più utilizzato. Molte di meno le segnalazioni per i vaccini di AstraZeneca (19,8%), Moderna (10,8%) e Johnson&Johnson (1,4%). L’83,7% delle segnalazioni inserite (cioè 98.717) è riferito a eventi non gravi, con un tasso di segnalazione pari a 91/100.000 dosi somministrate. Mentre il 16,2% (19.055) a eventi avversi gravi, con un tasso di 17,6 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate. Questo indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose somministrata e dal possibile ruolo causale della vaccinazione.

Gli eventi avversi non gravi più frequenti

Nello specifico, per tutti i vaccini gli eventi avversi più segnalati sono stati febbre, stanchezza, cefalea, dolori muscolari/articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea. Gli eventi riportati sono perlopiù non gravi e già risolti al momento della segnalazione. Al momento della stesura del rapporto, si legge nel documento, il nesso di causalità secondo l’algoritmo che si utilizza è stato inserito in circa l’83% delle segnalazioni di eventi avversi gravi. E’ risultato correlabile alla vaccinazione nel 35,9% di tutte le segnalazioni gravi valutate (5.656/15.731), indeterminato nel 37,7% e non correlabile nel 21,6% (3.393). Il 4,8% delle segnalazioni valutate invece è inclassificabile.

Tra gli eventi gravi: anafilassi, miocarditi/pericarditi, trombosi

Nel rapporto poi ci sono approfondimenti sugli eventi gravi di particolare interesse come anafilassi, sindrome di Guillain­Barré, miocarditi/pericarditi, paralisi di Bell e trombosi
trombocitopenica. I dati – si spiega nel documento – confermano i dati di sicurezza valutati a livello europeo.

L’analisi sui decessi post vaccinazione

Sul fronte dei decessi, al 26 dicembre 2021, informa l’Aifa, nella Rete nazionale di farmacovigilanza sono state inserite complessivamente 758 segnalazioni gravi che, al momento della segnalazione o come informazione acquisita successivamente al follow-up, riportano l’esito “decesso”. Si tratta di 0,7 eventi con esito fatale segnalati ogni 100mila dosi somministrate. Indipendentemente dalla tipologia di vaccino, dal numero di dosi e dal nesso di causalità. “Si tratta di un insieme molto eterogeneo di segnalazioni che sono state attentamente monitorate nel tempo”, spiegano gli autori del rapporto.

Il 46,4% (352) dei casi riguarda donne, il 52,6% (399) uomini, mentre lo 0,9% non riporta questo dato. L’età media è di 79 anni e nel 70% dei casi il tempo intercorrente tra la somministrazione e il decesso è compreso tra 0 e 14 giorni, non definito nel 10% dei casi e con intervallo maggiore di 14 giorni nel rimanente 20% dei casi. In 456 casi il decesso è segnalato dopo la prima dose, in 267 dopo la seconda e in 35 dopo la terza.

Ci sono ancora 178 decessi da valutare

Il 76,5% (580 su 758) delle segnalazioni con esito decesso presenta una valutazione del nesso di causalità con algoritmo, in base al quale il 57,9% dei casi (336/580) risulta non correlabile, il 30,2% (175) indeterminato e l’8,1% (47/580) inclassificabile per mancanza di informazioni sufficienti. Il rimanente 23,5% (178 su 758) è in attesa di ulteriori informazioni necessarie alla valutazione. Ciò significa che il numero dei decessi correlati al vaccino potrebbe aumentare. Nel complesso, sui 580 valutati finora sono risultati correlabili 22 casi di morte (3,8%).

Ludovica Colli

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3 Commenti

  1. E chi valuta se le morti, avvenute in vicinanza della iniezione dei prodotti genici, sono correlabili o meno? Speranza e compagni di merende? Sono state segnalate a Gennaio 2022 oramai 40 mila morti sospette alle autorità europee(e milioni di effetti gravi) con questi prodotti genici.In altri paesi ancora si fà sul serio e non vengono scoraggiate e burocratizzate le segnalazioni come in Italia.Di conseguenza, in proporzione alla popolazione italiana rispetto a quella europea si dovrebbero avere per il nostro paese circa 1/7 di queste morti e cioè quasi 6 mila casi mortali e centinaia di migliaia di altri casi gravi! Negli USA si reputa solo che 1/20 0 1/40 degli effetti collaterali dei vaccini vengono segnalati.Applicando solo un coefficiente per l’Italia di casi non segnalati di 10 volte quelle segnalate ufficialmente, siamo molto probabilmente vicino alle 60 mila morti sospette; non è un caso che morti improvvise, alla guida o non, sono giornalmente segnalate sui giornali non di regime.
    Quello che stà avvenendo è un grave crimine contro la salute del popolo italiano, utilizzato per sottometterci e controllarci digitalmente con QR code

  2. Ai paraculi della Consulta

    Leggo da

    I DIRITTI FONDAMENTALI NELLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

    Relazione predisposta in occasione dell’incontro della delegazione della Corte Costituzionale con il Tribunale costituzionale della Repubblica di Polonia

    Varsavia, 30-31 marzo 2006

    1. Introduzione

    2. I diritti inviolabili dell’uomo
    2.1. (segue:) il diritto alla vita

    (omissis)

    2. I DIRITTI INVIOLABILI DELL’UOMO

    L’articolo 2 della Costituzione sancisce il fondamentale principio secondo cui la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, ed eleva “a regola fondamentale dello Stato, per tutto quanto attiene ai rapporti tra la collettività e i singoli, il riconoscimento di quei diritti che formano il patrimonio irretrattabile della persona umana [e che…] appartengono all’uomo inteso come essere libero” (cfr. sent. n 11 del 1956): (omissis)

    il resto dovreste averlo in archivio cari paraculi. e se non lo avete ve ne mando io una copia.

    Alla luce di quanto sopra e seguente

    2.1 (segue) il diritto alla vita

    Il diritto alla vita, solennemente proclamato nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e nel Patto internazionale sui diritti civili e politici, nonché nella Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e nella Carta dei diritti fondamentali dell’unione europea, si inscrive fra i diritti inviolabili dell’uomo (sentenze n. 54 del 1979 e n. 223 del 1996), fra quei diritti cioè “che occupano nell’ordinamento una posizione, per dir così, privilegiata in quanto appartengono – per usare l’espressione della sentenza n. 1146 del 1988 – “all’essenza dei valorisupremi sui quali si fonda la Costituzione italiana” (omissis)

    mi spiegate come possono ritenersi costituzionali obblighi surrettizi (leggi Green Pass rafforzato) e palesi (obbligo vaccinale per personale medico e ultra 50 enni) che obblighino anche un solo essere umano a “suicidarsi”?

    anche se la Procura di Genova ha giustamente rubricato in due casi il fatto come OMICIDIO seppur contro ignoti.

    Contro paraculi sponsorizzati da quattro multinazionali perché gli #USA non vogliono perdere il monopolio sui farmaci
    https://thesaker.is/americas-real-adversaries-are-its-european-and-other-allies-the-u-s-aim-is-to-keep-them-from-trading-with-china-and-russia/

    che negano anche quanto dai loro stessi predecessori messo nero su bianco come visto sopra resta solo l’unica protesta realmente efficace e garantita ex art. 47 Costituzione.

    Farli fallire facendo la rivoluzione
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2015/06/07/rivoluzione-disarmata/

  3. di piu’???? ma solo di vicini di casa ne ho contati 10 morti dopo il vaccino. parlo di persone giovani dopo la seconda dose gli girava la testa e morivano

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