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Pozzallo, 29 dic – Diventa sempre più difficile per il governo giallofucsia rivendere come un proprio risultato il calo degli sbarchi nel 2019. Eppure l’esecutivo ci aveva provato qualche giorno fa, con i dati diffusi dal Viminale (che in realtà dimostravano chiaramente come il merito fossi di Salvini e non certo della Lamorgese). Del resto lo ha ribadito anche ieri il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, “i porti italiani non sono mai stati chiusi. Era propaganda”. E i fatti gli danno ragione, visto che questa mattina la Alan Kurdi, nave dell’Ong Sea Eye, ha sbarcato 32 immigrati nel porto di Pozzallo.

Il no di Malta, l’ok del Viminale

A dare l’ok allo sbarco nel porto siciliano ieri sera era stato il Viminale, dopo che Malta ieri pomeriggio aveva negato l’autorizzazione al trasferimento nel porto della Valletta di dieci degli immigrati recuperati dalla Ong tedesca. Secondo gli attivisti tra i 32 immigrati a bordo alcuni si trovavano in condizioni critiche, motivazione che ha spinto il governo italiano a dare subito il via libera allo sbarco. In realtà solo una donna incinta all’ottavo mese di gravidanza ha avuto bisogno di assistenza medica immediata (con trasferimento in ospedale), gli altri non erano in condizioni critiche come riportato dall’Agi. Tra gli immigrati sbarcati ci sono 10 minori e 5 donne.

“Il centralino dei trafficanti”

A segnalare la barca “in difficoltà” è stata Alarm Phone, quello che da Francesca Totolo in una inchiesta è stato ribattezzato “il centralino dei trafficanti”. La piattaforma “salva migranti” ha inoltrato la richiesta della barca in difficoltà (che si trovava già in zona Sar) sia al Centro di coordinamento di libico per il salvataggio, sia alle navi Ong Ocean Viking e Alan Kurdi. E ovviamente a completare il salvataggio ci ha pensato una di quest’ultime, che come quasi sempre avviene poi li ha fatti sbarcare in Italia. Con la complicità del governo che ora assicura i ricollocamenti nel resto d’Europa (che così sicuri non sono dopo l’incerto accordo di Malta).

Insomma i porti italiani sono di nuovo aperti, ammesso che siano stati in precedenza veramente chiusi. Sulla situazione è intervenuto l’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che su Facebook ha commentato: “Altri sbarchi, altri soldi…Governo complice, non vedo l’ora di andare a processo per difendere l’onore del mio Paese”.

Davide Di Stefano

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