Roma, 3 dic – E’ boom della povertà, il Covid ha accentuato i divari della società, aumentando vulnerabilità ma anche incredulità: è l’allarme del 55esimo Rapporto Censis. Nel 2020 due milioni di famiglie italiane vivono in povertà assoluta, con un aumento rilevante (+104,8%) rispetto al 2010 (980mila). L’aumento della povertà è forte soprattutto al Nord (+131,4%; +67,6% Centro e +93,8% Sud). Tra le famiglie cadute in povertà assoluta durante il primo anno di pandemia, il 65% risiede al Nord (21% nel Mezzogiorno, 14% al Centro). Il rapporto evidenzia anche come la pandemia abbia accentuato il senso di vulnerabilità. Il 40,3% degli italiani si sente insicuro pensando alla salute e alla futura necessità di dover ricorrere a prestazioni sanitarie.

Rapporto Censis: boom povertà a causa del Covid

Più poveri, più vulnerabili, sfiduciati: sono gli italiani alle prese con le restrizioni e le chiusure dovute al Covid. Come se non bastasse, poi ci si mettono i rincari e l’inflazione (per non parlare del super green pass). “Le spese per l’energia in famiglie in difficoltà economica o con situazioni abitative non adeguate possono arrivare a incidere in maniera significativa sul budget familiare”, spiega il Censis. Nel rapporto annuale viene fatto presente come nel 2018 le famiglie italiane sotto la soglia di povertà impiegavano mediamente il 17,8% del proprio reddito per il pagamento delle bollette e delle altre spese di casa. Mentre, rileva il Censis, “questa quota scende a meno della metà (8,1%) per le famiglie al di sopra della soglia di povertà”. Insomma, “sono proprio i nuclei con maggiori fragilità a subire il contraccolpo peggiore di un aumento dei prezzi dell’energia“.

I numeri della crisi

Allo stato attuale, solamente il 15,2% degli italiani ritiene che dopo la pandemia la propria situazione economica sarà migliore. Per la maggioranza (il 56,4%) resterà uguale e per un preoccupante 28,4% peggiorerà. Nell’ultimo decennio (2010-2020) il conto patrimoniale degli italiani si è ridotto del 5,3% in termini reali, come esito della caduta del valore dei beni reali (-17,0%), non compensata dalla crescita delle attività finanziarie (+16,2%). Gli ultimi dieci anni segnano quindi una netta discontinuità rispetto al passato. La riduzione del patrimonio, dovuta alla diminuzione del reddito lordo delle famiglie (-3,8% in termini reali nel decennio), mostra come si sia indebolita la capacità degli italiani di formare nuova ricchezza. A ciò si aggiunge la crisi del mercato del lavoro, dovuta anche a un problema anagrafico: il continuo crollo delle nascite. Secondo gli scenari di previsione, la popolazione attiva (15-64 anni), pari oggi al 63,8% del totale, scenderà al 60,9% nel 2030 e al 54,1% nel 2050.

“L’irrazionale ha infiltrato il tessuto sociale perché le aspettative sono state tradite”

Il rapporto evidenzia anche che “l’irrazionale ha infiltrato il tessuto sociale. Per il 5,9% degli italiani (circa 3 milioni) il Covid non esiste, per il 10,9% il vaccino è inutile. Per il 31,4% è un farmaco sperimentale e le persone che si vaccinano fanno da cavie. Per il 12,7% la scienza produce più danni che benefici. E poi: il 5,8% è convinto che la Terra è piatta, per il 10% l’uomo non è mai sbarcato sulla Luna, per il 19,9% il 5G è uno strumento sofisticato per controllare le persone”. Secondo il Censis è “la spia di qualcosa di più profondo: le aspettative soggettive tradite provocano la fuga nel pensiero magico“. Complice anche il caos della comunicazione istituzionale sui vaccini, aggiungiamo noi.

Sempre più diffusi depressione e disagio esistenziale tra gli studenti

Sui giovani studenti “dal punto di vista psicologico, il prolungato periodo di pandemia ha provocato effetti collaterali non indifferenti”, rileva ancora il rapporto. “L’81,0% dei 572 dirigenti scolastici di scuola secondaria di secondo grado intervistati segnala che tra gli studenti sono sempre più diffuse forme di depressione e disagio esistenziale”.

“Servono riforme strutturali, è ora di scelte coraggiose da parte dello Stato”

Nelle considerazioni generali, il rapporto evidenzia quindi che “la società italiana è mutata e ha attraversato crisi ed emergenze con il continuo intrecciarsi. Anche alla luce dei cambiamenti imposti dalle misure anti Covid, “è il tempo di un cronoprogramma serio”. Servono “riforme strutturali”. E’ ora “dell’intervento pubblico” con “scelte coraggiose”, avverte il rapporto.

Virologi star in tv bocciati dal 45,8% degli italiani

Infine, un dato che deve far riflettere. La pandemia ha visto l’affermarsi dei virologi star e dei super esperti onnipresenti in tv. Ebbene per il 54,2% degli italiani la loro presenza mediatica è positiva. Perché sono stati indispensabili per avere indicazioni sui comportamenti corretti da adottare (15,5%) o perché sono stati utili per comprendere quello che accadeva (38,7%). Ma attenzione, il 45,8% degli italiani boccia gli “espertoni” in tv. Secondo loro, virologi ed epidemiologi sono stati inutili e hanno creato confusione e disorientamento (34,4%). O sono stati addirittura dannosi, perché hanno provocato allarme (11,4%).

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Dati interessanti anche se discutibili come trasparenza di rilevazione, oltretutto sempre a scoppio ritardato parimenti a certe normative. Individuano e “sparano” a zag quando l’ oggetto è già a zig !
    Fino a prova contraria, a controprove assenti da anni (!!), sono convinto che l’ uomo statunitense (sempre e comunque appagabile e manovrabile con pura e semplice materia), non è mai giunto sulla luna.
    Da uno iper-scettico generazionale come ritengo costruttivo essere, invito ad esaminare, discutere, confutare alcune cause per me vere della crisi:
    -lavoro marginale ma altamente necessario, propedeutico, educativo lasciato disponibile solo a cani e porci
    foresti
    -stato debitorio normalizzato, legalizzato per una gestione da usurai ponderati nel lungo termine (sono ben
    più di dieci milioni in braghe di tela!)
    -capacità di studio autodidattico ridotto al lumicino
    -tossicità da input innaturali o comunque forzati/rifilati
    -incapacità di pregare e credere oltre
    -illusione del paradiso terrestre-Eden, alias “parentesi alla polvere”
    -anime abbandonate alla legge della giungla
    -proprietà terriere celate ovunque
    -città covo di sfruttamento, riciclaggio e ignoranza, in assenza della causa fondativa votata al esemplare
    sevizio comunitario
    -arroganza se non pazzia dei potenti, vincenti grazie al atomo che non possono usare più
    -libertà di divorziare, abortire, “ammazzarsi in qualsiasi maniera” per favorire interessi, guadagni e cinismo
    operativo “democratico”
    -certezze senza ombra di dubbio…
    Non arrivo a parlare di incomprensione metastorica, ma di fatti che comportano una sofferenza tangibile, inaudita, non mascherabile con sino-virus, gretinate, flatuli ecologici, deliri di onnipotenza da portafoglio, ecc.ecc.
    Le statistiche escono solo come e quando fa comodo, sotto a lavorare sugli adorati computer “interdisciplinari” e fornire dati a mare aperto… se hanno voglia e coraggio! Furbastri indolenti…

  2. Come facevano senza pandebufale a tehere in piedi case farmaceutiche fallite con soldi pubblici?

    Il vero valore di, giusto per fare un esempio, #AstraZeneca ?

    Non ha valore, solo debiti
    https://images.plurk.com/2E5StWiV17Dk5845aOq35e.png

    Chi compra un’azione #AstraZeneca ad esempio paga per pagare debiti quello dice il meno davanti al valore a libro per azione (Book value per share) che rappresenta il vero valore delle azioni non la truffa di borsa.

    Neanche regalando milioni di soldi dei contribuenti pareggiano i debiti e lasciano a pecora famiglie per continuare a finanziare aziende in bancarotta, che schifo!

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