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santo-stefano-di-sessanioRoma, 8 apr – Borghi spopolati? Paesini dell’entroterra abbandonati dai giovani? Città che muoiono? Niente paura, l’ambasciatore americano in Italia John Phillips ha la soluzione: riempiteli di immigrati. Geniale, no? Se l’Italia si spopola, porta l’Africa in Italia. Bellissimo. Nel corso della sua visita a l’Aquila, il diplomatico statunitense ha concesso un’intervista al Centro, in cui ha potuto spiegare i suoi lungimiranti per sostituire il popolo italiano: “Io – ha detto – credo che abbiate davanti una grande opportunità accogliendo con intelligenza i profughi che stanno arrivando in Italia. L’Abruzzo ha tanti borghi nell’interno che si sono spopolati e tra questi migranti ci sono persone giovani, scolarizzate, che potrebbero portare freschezza di idee e voglia di fare. Guardate che cosa sta facendo la Germania, che ha deciso di accogliere un milione di profughi anche per sostenere con forze nuove la sua economia”.

Ma certo, in fin dei conti perché sostenere la demografia autoctona aiutando le famiglie che oggi vedono un nuovo figlio come un costo insostenibile? Perché creare le condizioni affinché i giovani non abbandonino le proprie terre andando a cercare fortuna altrove? Perché ricostruire un tessuto sociale, culturale, una narrazione comune, un senso dello stare insieme, un destino collettivo? È molto più facile importare i “pezzi mancanti” da un altro continente. L’ambasciatore ha anche un esempio concreto in testa: il paesino siciliano di Sutera, di cui ci siamo già occupati tempo fa, e che secondo Phillips sarebbe “rinato grazie al fatto che il Comune ha messo gratuitamente a disposizione un alloggio per ogni nucleo familiare”. Magari rinasceva anche se l’alloggio gratuito lo mettevano a disposizione degli italiani, ma tant’è.

E alla fine, incredibilmente, l’ambasciatore se ne esce con l’esortazione a non far partire i giovani: “Incontro spesso i ragazzi italiani e mi colpisce la diffusa volontà di andarsene dall’Italia, una volta finiti gli studi. C’è un grande scoraggiamento, frustrazione per la mancanza di opportunità, ma l’obiettivo dev’essere di tenere i talenti in Italia, cercando di ricostruire un ‘sense of place’, un senso di appartenenza”. Già, si costruisce proprio un bel “sense of place” quando il tuo “place” è occupato da altri venuti a sostituirti.

Giorgio Nigra

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4 Commenti

  1. Loro hanno un muro alla frontiera col Messico e vengono a pontificare su come dovremmo operare???
    L asino dice orecchione al bue…

  2. guarda la soluzione ve la do’ io datemi spazio e una parte la occupo volentieri io il problema e che per la gente comune queste possibilita’ non ci sono io sono anni che cerco una cosa simile e non ne trovo altro che immigrati

  3. Come si permette questa persona ,perché non aiutare i giovani italiani dare possibilita di formare delle famiglia , portare persone che sanno solo violentare e aggredire e rubare porta beneficio,si insulta il buon italiano

  4. Non riesco a capire bene se, da parte del sedicente ambasciatore, si tratti di supponente stupidità o di complicità in quel preciso calcolo che sappiamo, ipocritamente mascherato come al solito da “buoni sentimenti” politicamente corretti.

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