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barcone immigrati canale di siciliaRoma, 19 apr – Parlano di almeno 700 vittime le prime stime dell’ennesima tragedia dell’immigrazione che si è consumata questa notte nel Canale di Sicilia, dove un barcone carico di disperati si è ribaltato a circa 60 miglia a nord delle coste libiche.

L’imbarcazione -un peschereccio di trenta metri stracolomo di persone- navigava in serie difficoltà, tanto da aver lanciato un sos al centro nazionale di soccorso della Guardia Costiera. Non è escluso, in ogni caso, che l’allarme sia stato lanciato appositamente per segnalare la propria presenza e richiedere così l’assistenza allo sbarco. Una prassi molto usata dagli scafisti da quando è stata avviata l’operazione Mare Nostrum, recentemente sostituita da Triton.

Ricevuto l’allarme, un mercantile portoghese che incrociava nelle vicine acque si è diretto in zona per prestare i primi soccorsi. Stando alle ricostruzioni, alla sua vista gli occupanti del peschereccio si sarebbero portati tutti su un fianco della barca, facendola così capovolgere. Gli uomini del mercantile sono riusciti a portare in salvo solo una trentina di persone.

E’ in queste ore in svolgimento un’imponente operazione di soccorso che, oltre al mercantile, vede impegnate Guardia Costiera e Guardia di Finanza alla ricerca delle centinaia di dispersi.

Se le cifre che attualmente circolano fossero confermate, si tratterebbe della più grande tragedia mai avvenuta nel tratto di mare che separa la Sicilia dalle coste del nordafrica. Una strage capace addirittura di doppiare i 366 morti di Lampedusa dell’ottobre 2013, sulla scorta proprio dei quali l’operazione Mare Nostrum aveva preso il via.

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