napoliNapoli, 3 ott – Per quanto si definiscano “antagonisti”, i centri sociali, a Napoli, sono da tempo un ramo del potere costituito. Certo, di tanto in tanto hanno anche loro dei guai con la legge, ma la capacità di condizionamento che queste strutture (che pure fanno della ribellione un brand sempre molto ben spendibile mediaticamente) esercitano sulle istituzioni è sotto gli occhi di tutti.

Prendiamo il Mattino, principale quotidiano della città, di proprietà del gruppo Caltagirone. Ecco come questa autorevole testata ha presentato l’assalto di 50 “antagonisti” alla sede di un movimento politico: “Napoli, scontri nella sede di CasaPound: esplode bomba carta, un ferito”. Non “assalto”, “agguato”, “aggressione”, ma generici scontri. Scontri tra chi? Nel titolo non è specificato, si sa solo che erano nella sede di Cpi, si saranno menati fra loro. Nello scarno articolo si spiega del resto che “alcuni aderenti a gruppi della galassia Antagonista si sono incrociati con alcuni sostenitori di CasaPound”. Sarebbe come dire che in una rapina in banca dei malviventi si sono “incrociati” con i dipendenti dell’istituto di credito.

Perché il principale quotidiano della città ha tanta riluttanza a spiegare i fatti per come, con ogni evidenza, sono andati? Cosa li frena? Mistero.

Del tutto trasparente, invece, è sempre stato il legame fra centri sociali e sindaco De Magistris. Ma come, diranno i lettori più sprovveduti, i ribelli, i nemici del sistema e delle “guardie” che salgono sul carrozzone di un magistrato forcaiolo passato per il più forcaiolo dei partiti (Idv)? Ebbene sì, perché in cambio di tale sostegno si ottengono poi favori incredibili.

Può per esempio accadere che il primo cittadino partenopeo paghi la cambiale politica con i suoi supporter scapigliati, commentando così l’agguato di cui sopra: “Non ho mai autorizzato, anzi ho sempre espresso la mia totale contrarietà a qualsiasi iniziativa che si ispiri alle ideologie nazi-fasciste. Primo perché è un reato, secondo perché questa è la città delle Quattro Giornate e ha un sindaco con la tessera dell’Anpi nel portafogli”.

La caccia armata all’avversario politico ha quindi adesso l’imprimatur del sindaco De Magistris. Ora, per favore, non chiamateli più “antagonisti”.

Giorgio Nigra

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