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Milano, 28 apr — Non è andato né sta andando «tutto bene», e non ne stiamo uscendo «migliori»: lo testimonia l’ennesimo fatto di cronaca a base di delazioni e multe, che stavolta ha per vittima un bambino disabile e i suoi genitori.

Stando a quanto riportato dai media locali, l’episodio è accaduto a Cesano Boscone, comune in periferia di Milano, dove la polizia ha multato un gruppo di cittadini che si erano riuniti nel cortile condominiale per festeggiare il compleanno del bimbo. Il festeggiato, Antonio, è un bambino di 12 anni affetto da sindrome di Tourette, una malattia neuropsichiatrica caratterizzata dall’emissione, spesso combinata, di rumori e suoni involontari e incontrollati e da movimenti del volto o degli arti denominati «tic».

Il bambino disabile festeggiava il suo compleanno

I lunghi mesi di zone rosse, lockdown e restrizioni che tengono i bimbi lontano dagli altri risultano già intollerabili — e dannosi — per i soggetti sani: figuriamoci per quelli colpiti da patologie, che più di tutti avrebbero bisogno di normalità, gioco e socializzazione con i coetanei. In virtù di questo, era stato proprio il medico del 12enne a consigliare ai genitori di farlo partecipare a piccoli eventi sociali per tenerlo attivo. Da qui l’idea di organizzare una piccola festa di compleanno, ovviamente previo distanziamento e uso di mascherine, e di invitare gli amichetti del bambino e i genitori.

I vicini segnalano e i vigili multano

Purtroppo i vicini di casa non hanno gradito la festa. E, in pieno «stile Gassmann», invece di scendere nel giardino e parlare con i genitori di Antonio, hanno preferito segnalare l’assembramento alla Polizia locale. All’arrivo degli zelanti agenti sono scattate le multe. Per ognuno dei partecipanti, 400 euro a testa, senza alcuna pietà per la condizione del piccolo e la particolare situazione legata a quella festicciola.

«Volevamo regalare un po’ di sollievo, in sicurezza, a mio figlio che nell’ultimo periodo è riuscito a ritrovare un minimo di serenità giocando con i bambini del condominio da cui si sente accettato», ha spiegato la mamma di Antonio al Giorno. «I vicini che li hanno contattati non si sono mai esposti di persona, ma sono certa che sanno bene che sindrome ha mio figlio».

Le proteste

Il fatto ha sollevato l’indignazione dei consiglieri di Fratelli d’Italia, Simona Sanfelici e Fabio Raimondo. I due hanno annunciato un’interrogazione in consiglio comunale. «Questa vicenda è assurda — scrivono sui social — Cesano Boscone ha problemi ben più gravi ed urgenti della festa di compleanno di un bambino all’interno di un giardino privato». I consiglieri ritengono vergognoso sanzionare i partecipanti della festa di un bambino disabile «all’aperto e con un ristretto numero di vicini e familiari, nel giardino condominiale, con una bottiglia di tè accanto a una boccetta di disinfettante per le mani, indossando tutti le mascherine, proprio come si deve».

Ma il sindaco non la pensa così

La pensa diversamente il sindaco di Cesano, Simone Negri. «Tutta la nostra solidarietà al bambino disabile, ma le feste non si possono fare indipendentemente dalle diverse situazioni che vivono le persone. In merito a quella in oggetto erano arrivate diverse segnalazioni di un assembramento. Gli agenti della polizia locale sono intervenuti e non potevano chiudere gli occhi, avrebbero violato la legge».

Nonostante questo, il primo cittadino promette che «Nei prossimi giorni incontrerò la mamma del ragazzo. Mi rendo conto di essere di fronte a una famiglia in difficoltà, ma la situazione era ed è delicata. Nel giardino c’erano una quindicina di persone e dopo le segnalazioni, i vigili sono stati costretti a intervenire e ad applicare la legge. Hanno fatto il loro lavoro. Tutti potranno fare ricorso contro la multa al prefetto. Se saranno accolti sarò il primo a essere contento». Speriamo solo che le forze dell’ordine di Cesano usino lo stesso zelo mostrato in questa occasione per punire i delinquenti. Quelli veri, s’intende.

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. Mi è veramente venuta una commozione a leggere questa storia.Il regime totalitatario e carcerario instaurato in Italia con la scusa del virus non permette piu’ nemmeno un po’ di umanità nei confronti dei piu’ sfortunati.Siamo alla legge della giungla e stanno riuscendo veramente a distanziarci socialmente e umanamente

  2. E una vergogna con la scusa della chiamiamola pandemia curabile se non si seguono i protocolli blasfemi , siamo in dittatura svegliamoci Italiani e ribbelliaoci..

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