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Roma, 16 ago – Se la vicenda degli immigrati dislocati a Capalbio ha smascherato l’ipocrisia della tolleranza “laica” verso i “profughi”, adorabili solo finché stanno nei quartieri dei poveracci e non fra le ville al mare della buona borghesia democratica, un’altra storia ci svela il medesimo atteggiamento sul versante “religioso” del buonismo.

Stavolta siamo a Firenze, dove un gruppo di 185 giovani, insieme a preti e suore, tutti statunitensi, di ritorno dalla Giornata mondiale della gioventù, ha lasciato l’Ostello della Gioventù “Villa Camerata” per la presenza nella struttura di alcuni “profughi”, circostanza che avrebbe causato timori per la sicurezza. Lo rende noto l’Associazione italiana alberghi per la gioventù (Aig) che con l’Associazione cultura e sport (Aics) gestisce l’accoglienza agli immigrati. “E’ un’amara sorpresa – dice il presidente Aics, Bruno Molea – constatare che un gruppo di ben 185 giovani, preti e un gruppo di suore, tutti statunitensi, giunti a Firenze il 10 agosto e provenienti dalla Giornata Mondiale della Gioventù, abbiano deciso al loro arrivo all’Ostello ‘Villa Camerata’ di revocare la permanenza prenotata per tre notti”.

“Il tour operator Istituto Religiosi di Roma – prosegue – ha motivato tale revoca dichiarando che la presenza dei richiedenti asilo ha generato una percezione di paura e insicurezza nei partecipanti“. Per la comitiva religiosa, poco incline a seguire fino in fondo le direttive di Papa Francesco in materia di multirazzialità, ci sarà comunque un’occasione di redenzione: “Siamo pronti a riaccogliere la comunità di religiosi: è benvenuto un ripensamento, ed è auspicabile il ritorno a Firenze per conoscere il nostro importante progetto di Accoglienza Solidale”, hanno detto i responsabili del progetto.

Roberto Derta

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