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Bolzano, 12 marzo – I nuovi lockdown stanno diventando sempre più insostenibili per i lavoratori italiani. Questo avviene da ormai un anno sia all’interno delle città, sia lungo i confini nazionali dove lavoratori e autotrasportatori si trovano sempre maggiori impedimenti per portare a termine i propri compiti lavorativi oltre frontiera. La situazione al confine del Brennero è sicuramente tra quelle che si sta ingarbugliando di più. Con grandi problematiche legate al traffico, e quindi anche all’inquinamento che ne deriva, e alla già pesante crisi economica con svariati disservizi che ricadono poi a pioggia nelle attività import-export.



Brennero, a pagare di più sono gli autotrasportatori

Ma a pagare maggiormente le spese di questa circostanza è, soprattutto, ancora una volta l’ultima ruota del carro produttivo. Centinaia, se non migliaia, di autotrasportatori sottoposti, come qualunque transfrontaliero, all’obbligo di certificazione negativa al Covid-19. Da dimostrare anche attraverso un test antigenico rapido, fino a qualche settimane fa gratuito presso la struttura sanitaria di emergenza allestita all’autoparco Sadobre, a Vipiteno. Da giorni però il tampone per i camionisti è diventato a pagamento a carico degli stessi, creando non poche proteste da parte dei lavoratori del settore.

Le proteste di Unita, Unitrans e CasaPound

Unita e Unitrans – associazioni legate a Conftrasporto e Confcommercio – preoccupate di un possibile peggioramento della situazione, invocano la riapertura dei Corridoi Verdi da parte del Governo italiano e della Unione Europea “per garantire l’arrivo a destinazione delle merci a cominciare da quelle di prima necessità, farmaci compresi”.

In seguito alla chiusura del confine italo-austriaco del Brennero al traffico pesante, nella giornata di ieri sono intervenuti anche i militanti di CasaPound Italia proprio presso l’autoporto Sadobre, affiggendo uno striscione in sostegno ai camionisti. “Vi conveniva essere immigrati clandestini, ma siete camionisti e vi chiudono i confini”, questo il titolo dello striscione esposto da Cpi alla frontiera, in riferimento anche ai continui sbarchi di immigrati sulle coste della Sicilia e della Sardegna.

“Immigrati di cui sappiamo solo essere addirittura incentivati e protetti nel violare i confini – dichiara CasaPound dal confine di Stato – mentre come sempre i Iavoratori e i contribuenti italiani pagano la disorganizzazione e le scellerate decisioni politiche di una pandemia che sta portando a una crisi senza precedenti”.

Andrea Bonazza

 



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