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Roma, 5 giu – Cambio di colore per le regioni: il Piemonte va in arancione, Liguria e Lazio restano gialle, la Campania entra in zona rossa, si salva la Lombardia, in arancione rafforzato. E’ la decisione della cabina di regia sulla base dei dati del monitoraggio settimanale. In serata il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà l’ordinanza che entrerà in vigore lunedì 8 marzo.

Iss: dieci regioni con Rt sopra l’1 (non accadeva da sette settimane)

Intanto l’Istituto superiore di sanità segnala che “dieci regioni e province autonome hanno un Rt puntuale maggiore di 1″. Sono Basilicata, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Trento, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto. Il quadro emerge dal report Iss-ministero della Salute con il monitoraggio della pandemia nella settimana 22-28 febbraio con aggiornamento al 3 marzo. Il governo dal canto suo è intenzionato a imprimere un ulteriore giro di vite a divieti e restrizioni in caso di ulteriore peggioramento della curva epidemica.

Nello specifico, delle dieci regioni con Rt sopra l’1 (erano sette settimane che non accadeva), “il Molise ha un Rt con il limite inferiore superiore a 1.25, compatibile con uno scenario di tipo 3. Delle altre nove, sei hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/province autonome hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno”, spiega la bozza.

Friuli Venezia Giulia e Veneto in arancione, Piemonte in arancione rafforzato

“Il Friuli Venezia Giulia da lunedì sarà zona arancione. L’anticipazione mi è stata fornita in via informale dal ministro della Salute Roberto Speranza”. A riferirlo è il governatore Massimiliano Fedriga. “L’ingresso in zona arancione dall’8 marzo – aggiunge – è riconducibile non tanto all’indice Rt quanto al repentino e vistoso aumento dei contagi nel nostro territorio regionale che ci colloca a rischio alto”. Ancora domani e domenica, spiega una nota, le sole aree delle ex province di Trieste e Pordenone resteranno gialle. Poi da lunedì tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia sarà pertanto zona arancione, con didattica a distanza per le scuole medie, superiori e università.

Questo dunque il quadro. La Campania come detto sarà rossa da lunedì. Il Veneto passa in arancione da lunedì, come reso noto dal presidente Luca Zaia. E il Piemonte – dove ieri c’è stata un’impennata di casi – entrerà in arancione rafforzato da lunedì.

Liguria e Lazio restano in zona gialla

“La Liguria è una delle poche regioni in zona gialla e credo ci resterà anche la prossima settimana. Resta alta l’attenzione sull’estremo Ponente”, fa presente il governatore Giovanni Toti. E così è stato, infatti. Lo stesso vale per il Lazio, che si salva. “I dati sono in crescita, ma l’Rt è a 0,98, (quindi al di sotto di 1 che fa scattare l’arancione)”. Lo conferma l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, che però non esclude un inasprimento delle restrizioni nella provincia di Frosinone che da arancione potrebbe arrivare anche al rosso.

Gimbe: “E’ l’inizio della terza ondata”

Il dato di cui tenere conto, al netto della Campania ancora una volta in zona rossa e dei soliti allarmismi di chi scalpita per evocare il lockdown duro totale, è che la curva dei contagi è tornata salire. In una settimana (24 febbraio al 2 marzo) i casi positivi sono aumentati del 33%. Lo rende noto la Fondazione Gimbe. “E’ l’inizio della terza ondata – sostiene convinto il presidente Nino Cartabellotta – che trova la strada spianata. Le zone rosse vengono decise troppo tardi e la campagna vaccinale fatica a decollare”.

Ludovica Colli

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2 Commenti

  1. La terza ondata era stata largamente prevista, non solo in Italia.. Sul fatto che i virus possano mutare, ne eravamo credo consapevoli tutti più o meno.. Più che parlare di questo, mi chiedo una cosa:
    Come mai in televisione non dicono che il numero dei contagiati giornalieri in proporzione alla popolazione, è ancora oggi superiore in Israele rispetto all’Italia? In Israele hanno fatto ben 3 lockdown e hanno vaccinato una grande parte della popolazione. Almeno rispetto a noi.
    Si dice che mancano i vaccini, è vero. Ma sento parlare quasi solo di questo. Mai, invece, sento chiedersi come vanno le cose in Israele. Anche solo per non illudersi eccessivamente e rischiare di immaginare cose che al momento sono inestistenti. L’immaginario collettivo viaggia.. se non c’è una analisi oggettiva. Quando si fanno dei paragoni, dovrebbero “sempre” essere fatti con dei calcoli, in proporzione al numero di abitanti di un paese. Non prendendo i dati grezzi.. e lasciandoli come sono.(come spesso vedo fare in Tv).
    Si rischia altrimenti di dare messaggi sbagliati.. Mi sembrava utile dirlo.
    I dati si trovano cercando “statistiche coronavirus israele”.

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